Sindromi mielodisplastiche: cosa sono e come trattarle

Autore: Dott.ssa Esther Natalie Oliva
Pubblicato:
Editor: Serena Silvia Ponso

Con la dicitura sindromi mielodisplastiche (MDS) ci si riferisce a una malattia del sangue nota anche come “mielodisplasia”. Si tratta di una malattia tumorale che colpisce alcune cellule del midollo osseo (cellule madri o staminali) che si sviluppano in modo anormale (da qui il nome mielodisplastiche: “mielo” significa midollo e “displastiche” significa cellule del midollo osseo che maturano in modo anomalo)

Quanto sono gravi le sindromi mielodisplastiche?

Il tumore che insorge a seguito della sindrome mielodisplastica è composto da cellule sparse (blasti) e di solito è benigno. Diventa maligno solo quando le cellule tumorali prendono il sopravvento. In questi casi si può parlare di leucemia mieloide acuta.

Le MSD non sono dunque gravi come una leucemia vera e propria, ma si tratta di tumori che nascono dalla stessa cellula da cui deriva la leucemia. In base dunque a come si evolve si può parlare di MDS ad alto o basso rischio. Le prime presentano valori bassi del sangue (globuli bianchi, emoglobina, e/o piastrine), con un valore superiore di alterazioni cromosomiche e blasti che rendono più instabile la cellula tumorale. Le seconde presentano sempre un abbassamento dei valori del sangue, a volte un aumento delle piastrine ma pochi blasti nel midollo.

Quali sono i rischi delle sindromi mielodisplastiche?

Le MDS presentano diversi rischi che vanno dall’anemia, determinata dall’abbassamento dei globuli rossi, che provoca affanno, stanchezza, pallore e tachicardia, al sanguinamento, ma solo nel caso in cui le piastrine dovessero abbassarsi sotto una determinata soglia.

Si può guarire dalle sindromi mielodisplastiche? Quali sono i trattamenti?

I pazienti affetti da MDS possono vivere per molti anni e quelli a basso rischio non hanno nemmeno bisogno di una terapia. Chi invece la necessita può ricorrere a diversi trattamenti a seconda delle condizioni.

In caso di anemia si possono assumere dei farmaci che stimolano la produzione di globuli rossi. Nel caso invece di una MDS con alterazione citogenica (delezione 5q o del 5q), si può assumere un farmaco immunomodulante orale. Nel caso in cui questo non fosse necessario, è possibile ricorrere a trasfusioni di sangue o a un farmaco somministrato con il sangue trasfuso per eliminare il ferro in esubero.

Qualora invece le MDS abbassassero eccessivamente i globuli bianchi o piastrine, può essere utile un trapianto allogenico di midollo osseo. Tale trattamento consiste nel trapianto di un midollo sano che viene prelevato da una persona geneticamente identica o molto simile. Per ricevere il trapianto bisogna però non avere più di 68 anni e deve esserci un donatore disponibile.

Se il trapianto non è possibile per l’età elevata o altre motivazioni, si può ricorrere a un trattamento continuativo con farmaci sottocute, che però potrà solo frenare o migliorare la MSD, non guarirla.

Quali sono i consigli utili in caso di sindromi mielodisplastiche?

Uno stile di vita equilibrato è sicuramente un ottimo consiglio in caso di MDS. Da evitare invece il fumo, l’alcool e tutte le altre cattive abitudini. Allo stesso modo è consigliata una dieta sana che sia ricca di vitamine. Altrimenti è possibile ricorrere all’assunzione di integratori alimentari specifici.

In caso poi di anemia severa o globuli rossi insufficienti può essere utile effettuare delle trasfusioni di sangue per migliorare l’ossigenazione.

Dott.ssa Esther Natalie Oliva
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