Spalla rigida: come individuare le cause e recuperare mobilità
La rigidità della spalla è un disturbo che può limitare significativamente la funzionalità e la qualità della vita del paziente. Per inquadrare correttamente il problema, è fondamentale comprenderne i principali meccanismi:
- Retrazione capsulo-legamentosa
- Deformità ossee
- Alterazioni del piano muscolo-tendineo
Questa classificazione non è solo di interesse nosologico, ma guida anche la scelta del trattamento più adeguato.
Cause principali di rigidità della spalla
- Retrazione capsulo-legamentosa: spesso conseguenza di fratture, lussazioni o della cosiddetta spalla congelata.
- Deformità ossee: può derivare da artrosi post-traumatica, fratture intrarticolari o lussazioni inveterate.
- Alterazioni del piano muscolo-tendineo: comuni dopo fratture scapolari o costali.
È essenziale distinguere tra rigidità meccanica, causata da danni anatomici, e rigidità funzionale, dovuta a immobilizzazione, disuso o recupero incompleto. Per le rigidità funzionali, spesso un adeguato programma di riabilitazione è sufficiente a recuperare forza e coordinazione muscolare.
Opzioni terapeutiche
Per le rigidità meccaniche, i trattamenti includono:
- Mobilizzazione in anestesia generale: una tecnica storica, introdotta da Duplay nel 1872, ancora efficace nei casi senza danni ossei evidenti.
- Analgesia continua tramite catetere endoarticolare: permette di interrompere il circolo vizioso dolore-rigidità, distendere la capsula e aumentare il flusso ematico locale.
- Tecnica combinata di mobilizzazione e catetere endoarticolare: riduce i giorni di ricovero e migliora i risultati funzionali.
Il catetere viene posizionato per via posteriore con un ago da 16G e somministrato con marcaine diluita al 2%, con tre rifornimenti giornalieri. Questo approccio consente esercizi di riabilitazione senza dolore e combatte la “anossia stagnante compartimentale” responsabile della metaplasia fibrosa capsulare.
Risultati clinici
Tra il 1991 e il 1997, sono stati trattati 48 pazienti con rigidità post-traumatica della spalla:
- 23 con sola mobilizzazione in anestesia
- 19 con catetere endoarticolare
- 6 con tecnica mista
I risultati sono stati valutati considerando l’abduzione scapolo-omerale:
- Ottimi: 90°–100°
- Buoni: 70°–89°
- Discreti: 60°–69°
- Cattivi: <60°
La tecnica combinata ha mostrato il miglior outcome, con ottimi e buoni risultati nell’83% dei pazienti.
Approccio chirurgico
La chirurgia, sia artroscopica che a cielo aperto, dovrebbe essere considerata solo dopo il fallimento del trattamento conservativo.
Conclusione
La gestione della rigidità della spalla richiede una corretta valutazione della causa, distinguendo tra rigidità funzionale e meccanica. L’unione di tecniche conservative, come mobilizzazione e analgesia endoarticolare, offre ottimi risultati, riducendo la necessità di interventi chirurgici invasivi.

