Soluzioni Digitali

Stenosi aortica: diagnosi ecocardiografica, criteri di gravità e strategie terapeutiche

La stenosi aortica è una delle patologie valvolari cardiache più diffuse, caratterizzata dal restringimento della valvola aortica, che ostacola il flusso di sangue dal cuore all’aorta e al resto dell’organismo.

Se non trattata, questa condizione può avere un forte impatto sulla qualità e sull’aspettativa di vita.

La malattia è particolarmente comune nei Paesi occidentali e la sua incidenza cresce con l’avanzare dell’età

Cause della stenosi aortica

Le principali cause della stenosi aortica includono:

  • Degenerazione e calcificazione della valvola legate all’invecchiamento, frequenti dopo i 65-70 anni.
  • Malformazioni congenite, come la valvola aortica bicuspide, tipica nei soggetti sotto i 70 anni.
  • Esiti di febbre reumatica, oggi meno comuni nelle popolazioni occidentali moderne.

Sintomi principali

Nelle fasi iniziali, la stenosi aortica può essere asintomatica o manifestarsi solo con un soffio cardiaco. Con la progressione della malattia emergono sintomi caratteristici:

  • Dispnea (affanno o fame d’aria)
  • Dolore toracico (angina)
  • Sincope (svenimento improvviso, soprattutto sotto sforzo)

Questi sintomi indicano un flusso ridotto di sangue attraverso la valvola ristretta, tipicamente evidente durante l’attività fisica.

Diagnosi della stenosi aortica

Il sospetto clinico spesso nasce dall’auscultazione cardiaca, con la rilevazione di un soffio tipico.


La diagnosi definitiva avviene tramite ecocardiografia, esame fondamentale che permette di:

  • Valutare la morfologia della valvola
  • Determinare la severità della stenosi
  • Analizzare il funzionamento complessivo del cuore


L’ecocardiografia consente inoltre di monitorare la progressione della patologia e guidare le scelte terapeutiche.

Diagnosi ecocardiografica della stenosi aortica

La ecocardiografia transtoracica è il gold standard per la diagnosi.

Grazie allo studio Doppler è possibile:

  • Misurare la velocità del flusso ematico
  • Stimare il gradiente pressorio sistolico
  • Calcolare l’area valvolare aortica


Questi parametri consentono di classificare la stenosi in base alla gravità clinica.

Valutazione della gravità con parametri ecocardiografici

Una stenosi aortica è considerata severa quando si riscontrano:

  • Velocità di picco del getto aortico > 4 m/s
  • Gradiente medio > 40 mmHg
  • Area valvolare aortica < 1 cm²


L’esame ecocardiografico fornisce anche una valutazione dettagliata anatomo-funzionale della valvola e dei ventricoli.

Ruolo dell’ecocardiografia nel percorso clinico

L’ecocardiografia è essenziale per:

  • Monitoraggio dei pazienti nel tempo
  • Definire la tempistica dell’intervento chirurgico o percutaneo
  • Identificare i pazienti asintomatici a maggior rischio


La comparsa di sintomi in caso di stenosi severa rappresenta indicazione al trattamento definitivo.

Approccio integrato nei casi dubbi

Se i parametri ecocardiografici sono borderline o discordanti, un approccio integrato, che può includere la TAC per la quantificazione del calcio valvolare, aiuta a definire con precisione la gravità della stenosi, garantendo un percorso terapeutico personalizzato.

Trattamento della stenosi aortica

La terapia definitiva nelle forme severe o sintomatiche è la sostituzione della valvola aortica, che può avvenire tramite:

  • Chirurgia tradizionale (valvola biologica o meccanica)
  • TAVI (impianto transcatetere), indicata nei pazienti ad alto rischio chirurgico


In pazienti fragili ad alto rischio è possibile eseguire la valvuloplastica percutanea con pallone, tecnica gravata però da elevata incidenza di recidive.

Il trattamento farmacologico serve a controllare i sintomi e supportare la funzione cardiaca, ma non risolve il difetto valvolare.

Prognosi

La stenosi aortica sintomatica non trattata è associata a prognosi severa, con alta mortalità entro un anno dall’insorgenza dei sintomi.

La sostituzione valvolare migliora significativamente aspettativa e qualità di vita dei pazienti.


Potrebbe interessarti anche il seguente articolo del Dott. Angelo Squeri 👉 Insufficienza Tricuspidalica: Valutazione Clinica e Strategie Terapeutiche