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Terapia del tumore alla prostata: è sempre necessaria?

Esistono tumori che non hanno bisogno di un intervento per essere eliminati, a causa del loro basso livello di rischio. Gli esperti in Oncologia ci spiegano come è possibile tenere sotto controllo un tumore alla prostata e come stabilire quando è  necessario intervenire.

 

Il cancro alla prostata ed i suoi stadi

Nonostante il tumore alla prostata sia il più frequente fra gli uomini adulti e la seconda causa di morte per cancro, è importante conoscere quali sono i veri rischi in cui si incorre con questa patologia.

Dopo l’introduzione del PSA (un’esame del sangue in grado di scoprire l’eventuale presenza di un cancro alla prostata), è stato possibile diagnosticare in tempo moltissimi tumori e, di conseguenza, salvare la vita di milioni di persone.

Senza dubbio però, la metà dei tumori diagnosticati nell’attualità sono senza trascendenza clinica, cioè non sarebbero mai stati individuati senza un PSA, a causa della loro lenta evoluzione e dell’assenza di sintomi evidenti.

La parola cancro è, molto spesso, causa di disperazione nel paziente e nella sua famiglia. Al contrario, è necessario informarsi bene: ogni giorno diventiamo più coscienti del fatto che molti tumori non hanno nessuna ripercussione sul paziente, perchè assolutamente innocui.

La cosa più importante da conoscere è il livello di aggressività del tumore, cioè a quale gruppo appartiene:

  • Alto rischio o medio rischio: si tratta di tumori che si devono trattare con una terapia
  • Basso rischio: dipendendo dalla situazione, non sempre è necessario un trattamento

 

Come prevenire il tumore grazie ad una vigilanza costante

In caso di tumore alla prostata, una vigilanza costante consiste nel non sottoporsi immediatamente ad un trattamento, ma ad una vigilanza medica molto stretta, che include biopsie prostatiche ogni tot di tempo, volte a tenere sotto controllo il cancro.

 

Indicazioni terapeutiche per il cancro alla prostata

Esistono una serie di parametri clinici, analitici ed istologici che permettono allo specialista di selezionare i pazienti con un buon pronostico ed indirizzarli verso un protocollo di vigilanza costante. In generale, i  criteri principali sono:

  1. PSA minore di 10ng/ml
  2. Tumore non palpabile
  3. Scala di gleason uguale o minore a 6
  4. Almeno due biopsie sicure

 

Quali sono i rischi della vigilanza costante?

Uno dei principale rischi è la possibilità di propagazione del tumore. In questi casi, i test di routine dovrebbero evidenziare un’anomalia e lo specialista dovrà immediatamente ricorrere ad un trattamento adeguato.

Nonostante ciò, una buona percentuale di pazienti che decidono di sottoporsi alla vigilanza costante anzinchè al trattamento conservativo riesce a guarire dal cancro senza conseguenze.

 

Cambiamenti nello stile di vita del paziente

È molto importante che il paziente faccia regolari controlli e segua i consigli medici dell’Urologo. È consigliabile che stia attento alla dieta, che cerchi di non ingrassare e che adotti uno stile di vita sano e attivo.

 

 

 

Articolo scritto con l’ausilio del Dottor Martínez Sarmiento, Oncologo