Trapianto di cartilagine: l’impianto JointRep

Autore: Prof. Gennaro Pipino
Pubblicato: | Aggiornato: 19/11/2018
Editor: Top Doctors®

Grazie al trattamento della condropatia mediante l’impianto JointRep, oggi è possibile non dover ricorrere alla protesi. Ce ne parla il Prof. Gennaro Pipino, esperto in Ortopedia a Bologna

Il JointRep è il primo impianto iniettabile direttamente nella lesione cartilaginea per il trattamento di condropatie di origine ar­trosica e traumatica. È in grado di riparare la cartilagine ialina, ridurre il dolore, ristabilire la mobilità articolare e ritardare, o addirittura evitare, l’impianto di protesi. Innovativo e di facile applicazione, il JointRep viene somministrato attraverso artroscopia. Non si tratta di una viscosupplementazione, ma di una  sostanza in grado di rigenerare la cartilagine. Isotonico con PH neutro, non è tossico ed è compatibile con le cellule viventi del nostro organismo.

La soluzione viene precedentemente mesco­lata con estratti del midollo o del plasma, continuando comunque a mantenere le sue proprietà gelificanti. L’impianto, infatti, ha le proprietà meccaniche di un liquido a tempe­rature ambiente, ma solidifica in pochi minuti quando esposto alle temperature del corpo. La sua composizione è principalmente costi­tuita da acqua e polisaccaridi.

 

Uno studio condotto su oltre 70 pazienti, uo­mini e donne di età tra 18 e 75 anni affetti da condropatie di 3°- 4° grado nel ginocchio, ha permesso di evidenziare i vantaggi di ques­to trattamento. I pazienti sono stati dimes­si il giorno dopo l’intervento, autorizzati alla deambulazione con carico totale sull’arto operato (con uso di una sola stampella con­trolaterale) per 5 giorni. La deambulazione li­bera è stata concessa dopo 5-10 giorni. Al 15º giorno post-operatorio, i pazienti sono stati sottoposti a controllo ortopedico, rimozione dei punti di sutura e percorso riabilitativo per 30 giorni. Lo studio ha indicato la ricrescita di cartilagine ialina fisiologica con presenza di collagene tipo 2 (la normale composizione istologica della cartilagine articolare) già a 6 mesi dall’intervento.

Prof. Gennaro Pipino
Ortopedia e Traumatologia

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