Trattare le ernie discali con le tecniche mininvasive percutanee

Autore: Dott. Vinicio Perrone
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Editor: Top Doctors®

L’ernia discale può essere causata da vari fattori come il sovrappeso o il sollevamento di pesi: il Dott. Perrone, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Lecce, illustra le nuove tecniche percutanee per trattare questa patologia

Che cos’è l’ernia discale?

Con ernia del disco si intende la sporgenza del disco vertebrale o la protusione del nucleo polposo del canale vertebrale. Si possono distinguere due tipi di ernie, quella contenuta, quando il tessuto discale sporge all’esterno dell’anello fibroso (la struttura più esterna del disco) e quella espulsa, quando il tessuto discale arriva al canale vertebrale. L’ernia provoca la compressione dei nervi presenti nella colonna vertebrale, con conseguente dolore nella zona della coscia o della gamba e del piede: nel primo caso, si parlerà di lombalgia, nel secondo di lombosciatalgia. Nella maggior parte dei casi questo dolore si risolve entro le 4 settimane, solo raramente, a causa di una grave patologia discale, diventa cronico.

Da cosa viene causata l’ernia discale?

Ci sono vari fattori che indeboliscono il disco vertebrale, favorendo così la formazione dell’ernia del disco, tra i quali il sovrappeso, lo stile di vita sedentario, la guida prolungata di veicoli pesanti e lavori caratterizzati da un elevato impegno fisico (soprattutto quando abitualmente si sollevano i pesi).

Come si tratta l’ernia discale?

Se l’ernia non migliora con il tempo e il dolore percepito dal paziente è molto limitante, si può ricorrere alla chirurgia tradizionale o a quella mininvasiva: quest’ultima è una valida opzione per curare le ernie discali che sono resistenti alle terapie farmacologiche. È molto importante sapere che prima si interviene e più aumenta la probabilità di poter optare per la chirurgia percutanea mininvasiva, con tutti i vantaggi che questa tecnica offre al paziente: 

  • Anestesia locale al posto di quella totale
  • Assenza o presenza lieve di un dolore dopo le 24 ore dall’intervento
  • Assenza di sanguinamento
  • Assenza di cicatrici
  • Riabilitazione più veloce
  • Conservazione della struttura vertebrale
  • Assenza di controindicazioni per un successivo intervento chirurgico

Quali sono i tipi di tecniche mininvasive percutanee?

Le tecniche mininvasive danno l’opportunità di evitare l’intervento chirurgico tradizionale e sono particolarmente indicate per le ernie discali contenute che resistono alle terapie farmacologiche e che sono poco sporgenti.

 

  • Esistono diversi tipi di interventi percutanei mininvasivi, fra i quali si ricordano:
  • Coblazione: è una tecnica che utilizza le radiofrequenze. Attraverso una sonda si riscaldano alcune zone del disco vertebrale in modo da ridurre la sua tensione
  • Nucleoaspirazione: si utilizza una sonda dotata di una vite a doppia elica che estrae una parte del nucleo per ridurre la pressione dell’ernia
  • Discectomia laser percutanea: utilizza il laser per decomprimere la radice nervosa
  • Microdiscectomia endoscopica: con l’aiuto di micropinze, si asporta il tessuto dell’ernia.

Dott. Vinicio Perrone
Ortopedia e Traumatologia

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