Tristezza e depressione: tra dolce amarezza e tragica malinconia
Secondo il Dott. Paolo Cappellotto, neuropsichiatra, psicologo e psicoterapeuta, la tristezza è una parte normale della vita umana, una risorsa, come risposta ad eventi di cambiamento e perdita inevitabili nella nostra esistenza, mentre la depressione rappresenta una forma molto intensa e durevole di tristezza connotata da grande sofferenza psichica e corporea.
Come inizia il vissuto depressivo?
Incomincia spesso con disturbi somatici che precedono quelli psicologici: senso di astenia, nausea, stipsi, coliti, diminuzione dell’appetito, affanno, disturbi del sonno e diminuzione della libido.
Ben presto insorgono i sintomi psicologici: progressiva diminuzione dell’interesse e del piacere di vivere come prima, bassa stima di sé stessi e voglia di isolarsi dalle persone e dal mondo, tendenza al pessimismo, lamentosità, irritabilità.
Ma da dove originano questi cambiamenti somatici e psicologici?
Insorgono e maturano spesso da eventi reali come difficoltà economiche, lavorative, familiari, separazioni, da perdite luttuose o malattie croniche o da segni di decadenza fisica, ma anche da altri eventi vissuti in chiave di perdita o fallimento.
Come reagisce la persona depressa?
In base alla sua lunga esperienza professionale neurologica e psicoterapeutica, il Dott. Paolo Cappellotto, ascoltando la persona depressa e cercando di immedesimarsi, avverte che questi può mettere in atto frequenti atteggiamenti autolesionistici e coltivare progetti a lungo meditati, spesso tenuti nascosti a tutti, di come farla finita con la sua sofferenza, ingerendo dosi massicce di farmaci o tentativi desiderati di suicidio, e riuscendoci talvolta, purtroppo.
Quando la persona depressa, i suoi conviventi e il suo medico devono cominciare a preoccuparsi e a trovare qualche rimedio?
Per il Dott. Paolo Cappellotto, è necessario trovare un rimedio quando il paziente fa sempre più fatica ad alzarsi la mattina, a muoversi per andare al lavoro o a scuola, non prova più nessuna voglia di vivere e provare piacere anche nelle più piccole cose, si sente inutile, di peso a se stesso ed agli altri, si isola da tutti e da tutto, cominciano a venirgli le idee suicide perché non sopporta più la sua tragica esistenza.
“Non riesco più a sopportare la mia vita, non ho più speranza, nulla cambia, facciamola finita!”
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Proposte di aiuto
Percorsi di crescita personale, counselling, psicoterapia di sostegno, cognitiva, psicodinamica da parte di uno psicoterapeuta, trattamenti psicofarmacologici con farmaci antidepressivi e ansiolitici.
Secondo l’opinione del Dott. Paolo Cappellotto, gli esseri umani possono mettere in campo risorse psicologiche, come apprendere (insegnando loro) nuove modalità di reazione a transitorie sensazioni di inadeguatezza e incapacità sempre insite nella vita umana, ad affrontare con coraggio e determinazione gli inevitabili cambiamenti sempre presenti della vita, a cercare l’aiuto di amici e familiari non colpevolizzanti o sminuenti.
Ovvio che questi approcci non medicalizzanti rimangono complementari se il disturbo depressivo è intenso, prolungato, invalidante, con forti e sottostanti cause biologiche, come nel caso della depressione maggiore, nella depressione bipolare, nella depressione post-partum o nel corso di tumori e disordini endocrinologici.
“Non poter immaginare nemmeno la bellezza che non comprenda la malinconia”
Charles Baudelaire


