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Tumore del colon-retto: perché la prevenzione può salvarti la vita (anche prima dei 50 anni)

Il carcinoma del colon-retto (CCR) rappresenta una delle principali cause di morbilità e mortalità oncologica nei Paesi occidentali. È infatti la seconda neoplasia più frequente sia per incidenza che per mortalità complessiva (AIOM 2024).


Marzo è il mese europeo della prevenzione del tumore del colon-retto (Marzo Blu), un’occasione fondamentale per sensibilizzare sull’importanza della diagnosi precoce, determinante per migliorare la sopravvivenza.


L’introduzione dei programmi di screening ha ridotto significativamente la mortalità, ma persistono criticità legate alla bassa adesione e al ritardo diagnostico. Il Medico di Medicina Generale (MMG) riveste un ruolo chiave nella prevenzione, nell’identificazione precoce dei sintomi e nella gestione del follow-up.

Negli ultimi anni si osserva un aumento preoccupante dei casi nella fascia 30-50 anni, definito tumore a esordio precoce, con un incremento annuo dello 0,4%. Per questo motivo, le linee guida internazionali hanno abbassato l’età di inizio dello screening: sempre più esperti consigliano di iniziare già dai 45 anni.


In Italia, tuttavia, lo screening è attualmente rivolto alla popolazione tra i 50 e i 75 anni e si basa principalmente sulla ricerca del sangue occulto nelle feci.

La situazione in Sicilia: dati e criticità

In Sicilia, il tumore del colon-retto è tra le neoplasie più frequenti: rappresenta la terza per incidenza negli uomini (14,3%) e la seconda nelle donne (13,9%).

Un dato particolarmente critico riguarda la bassa adesione agli screening, inferiore al 20%, rispetto ad altre regioni italiane. Diventa quindi essenziale rafforzare il coinvolgimento degli specialisti e dei medici di base.


Il Dott. Gianluca Di Mauro, Responsabile della UO di Chirurgia Generale del P.O. San Marco e referente PDTA per il tumore del colon-retto, conferma l’aumento dell’incidenza, evidenziato dal crescente numero di accessi sia urgenti che ambulatoriali. Sottolinea inoltre l’importanza della prevenzione, della diffusione degli screening e della collaborazione multidisciplinare.

Come prevenire il tumore del colon-retto

La prevenzione si basa su strategie semplici ma efficaci:

  • Aderire ai programmi di screening
  • Seguire una dieta mediterranea, ricca di fibre, frutta e verdura
  • Limitare carni rosse, lavorate e zuccheri
  • Praticare attività fisica (almeno 150 minuti a settimana)
  • Evitare fumo e alcol, che danneggiano il DNA intestinale

Chi deve fare lo screening

I programmi di screening sono rivolti alla popolazione a rischio medio tra i 50 e i 69-74 anni.

Per le persone fuori da questa fascia (meno di 50 anni o tra 75 e 85 anni), la decisione deve essere personalizzata, considerando lo stato di salute e la storia clinica.

Come funziona lo screening

In Italia, lo screening si basa principalmente su:

  • Ricerca del sangue occulto fecale (RSOF) ogni 2 anni
  • In alcuni casi, una rettosigmoidoscopia (RSS) tra i 55 e i 64 anni


La RSOF è il test più utilizzato e accettato. In caso di positività, è necessaria una colonscopia totale.

Lo screening con RSOF può ridurre l’incidenza dei tumori metastatici fino al 70% già dopo il primo ciclo.

Ogni quanto fare la colonscopia

  • Colonscopia normale: ogni 10 anni (7-8 anni se presenti fattori di rischio)
  • Presenza di polipi: controlli anticipati secondo indicazione specialistica
  • Familiarità o predisposizione genetica: iniziare a 40 anni o prima

Quando anticipare la colonscopia

È fondamentale non aspettare lo screening in presenza di sintomi come:

  • Sangue nelle feci
  • Alterazioni dell’alvo (stipsi o diarrea persistente)
  • Dolori addominali ricorrenti
  • Perdita di peso inspiegata
  • Anemia da carenza di ferro

Screening gratuito in Sicilia

In Sicilia, lo screening è gratuito per uomini e donne tra i 50 e i 69 anni, ogni due anni, tramite test SOF.


È possibile partecipare:

  • Rispondendo all’invito dell’ASP
  • Ritirando il kit presso le farmacie del proprio Comune

Cosa succede se la colonscopia è positiva

Il trattamento principale è l’asportazione della neoplasia:

  • Stadio iniziale: rimozione endoscopica
  • Lesioni più avanzate o >4 cm: intervento chirurgico

Il ruolo della chirurgia

La chirurgia rappresenta la principale opzione terapeutica con intento curativo e deve essere eseguita tempestivamente.

Il paziente viene valutato da un gruppo multidisciplinare oncologico (GOM) per definire il trattamento più adeguato.


Le tecniche chirurgiche includono:

  • Chirurgia open
  • Chirurgia laparoscopica
  • Chirurgia robotica


Le tecniche mini-invasive offrono numerosi vantaggi:

  • Minore dolore post-operatorio
  • Recupero più rapido
  • Ridotta degenza ospedaliera
  • Maggiore precisione chirurgica (robotica)

La nostra esperienza clinica

Presso la UO di I Chirurgia del P.O. San Marco, i pazienti con tumore colon-rettale vengono seguiti quotidianamente, sia in urgenza che in regime ambulatoriale.

  • Attività ambulatoriale attiva tutti i giorni
  • Giovedì dedicato alla patologia colon-proctologica
  • Discussione multidisciplinare dei casi ogni martedì


Il trattamento chirurgico è prevalentemente mini-invasivo (laparoscopico o robotico).


Il decorso post-operatorio segue protocolli ERAS (fast track), che favoriscono:

  • Riduzione delle complicanze
  • Recupero più rapido


Al termine del percorso, viene fornita una documentazione completa con indicazioni per il follow-up, condivisa con il MMG e i servizi territoriali.

I programmi di screening per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto possono salvare migliaia di vite. Questo obiettivo è raggiungibile solo attraverso una collaborazione efficace tra medici del territorio e strutture ospedaliere.

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