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Tumore dello stomaco: riconoscerlo presto e curarlo meglio con la chirurgia robotica

Il tumore dello stomaco è una patologia subdola: i segnali iniziali possono essere lievi o confusi con disturbi comuni. Ma un inquadramento tempestivo permette di scegliere la terapia più adeguata. Quando è indicato l’intervento, le tecniche mininvasive robot-assistite offrono oggi benefici concreti in termini di precisione chirurgica, riduzione del dolore e recupero più rapido. Ne parliamo con il Dott. Matteo Runfola, specialista in Chirurgia Generale a Cagliari.

Quali tumori dello stomaco esistono?

La forma più frequente è l’adenocarcinoma (circa il 90% dei tumori gastrici). Più rare sono le neoplasie stromali gastrointestinali (GIST), i linfomi, i carcinoidi e alcuni sarcomi. La tipologia istologica, la sede e lo stadio guidano la scelta del trattamento.

Sintomi precoci: quando farsi valutare?

I sintomi precoci che possono segnalare la presenza di un tumore allo stomaco sono i seguenti:

  • digestione difficile, senso di pienezza precoce, bruciore o dolore epigastrico;
  • nausea o vomito ricorrenti;
  • anemia o stanchezza non spiegate, presenza di sangue occulto nelle feci;
  • calo di peso involontario o perdita di appetito.

Se questi disturbi persistono, è opportuno rivolgersi allo specialista che sarà in grando di impostare rapidamente gli esami utili e, se necessario, il percorso terapeutico più appropriato.

Chi ha familiarità per tumore gastrico o condizioni predisponenti dovrebbe rivolgersi subito a un esperto, indipendentemente dai sintomi.

Fattori di rischio e prevenzione

Tra i principali fattori associati rientrano l’infezione da Helicobacter pylori, fumo, consumo regolare di alcol, alimentazione ricca di cibi salati/affumicati e povera di frutta e verdura, gastrite cronica, familiarità e condizioni precancerose. Stili di vita corretti ed eradicazione dell’H. pylori riducono il rischio.

Diagnosi e stadiazione

L’esame di riferimento è l’esofago-gastro-duodenoscopia (EGDS) con biopsie. In caso di conferma istologica, la stadiazione prevede TC torace-addome (e, secondo indicazione, RM, PET ed ecoendoscopia) per definire estensione locale, linfonodale e a distanza. Questo passaggio è essenziale per pianificare la terapia più efficace.

Il percorso di cura: un approccio multidisciplinare

Il trattamento è spesso multimodale e coinvolge chirurgo, oncologo, gastroenterologo, radiologo, anatomopatologo e nutrizionista.

  • Lesioni molto precoci: in casi selezionati si può valutare un trattamento endoscopico.
  • Malattia localizzata resecabile: indicazione chirurgica (gastrectomia subtotale o totale con linfoadenectomia). In base allo stadio si associano terapie perioperatorie.
  • Malattia avanzata: chemioterapia o terapie sistemiche con eventuale chirurgia di conversione, secondo valutazione del team.


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Perché scegliere la chirurgia robotica?

Quando l’intervento è indicato, l’approccio robotico rappresenta un’evoluzione della chirurgia mininvasiva con vantaggi per paziente e chirurgo:

  • Visione 3D ingrandita e stabilizzata e strumenti articolati che consentono gesti più fini e dissezioni accurate, utili nelle linfoadenectomie e nelle ricostruzioni.
  • Mininvasività: incisioni ridotte rispetto alla chirurgia tradizionale, minori perdite ematiche, dolore post-operatorio contenuto e minor rischio di infezioni.
  • Recupero più rapido: mobilizzazione precoce, degenza più breve e ritorno alle attività in tempi ridotti, in casistica appropriata.
  • Ergonomia e sicurezza operatore: maggiore comfort alla consolle e possibilità di doppia consolle per la formazione, con standardizzazione delle fasi.


La scelta della tecnica (robotica, laparoscopica o tradizionale) dipende da stadio, localizzazione del tumore, caratteristiche del paziente e disponibilità di équipe dedicate.

Dopo l’intervento: cosa aspettarsi?

Seguendo protocolli di recupero avanzato (alimentazione e mobilizzazione precoci, controllo del dolore, fisioterapia respiratoria), il rientro a domicilio avviene generalmente in pochi giorni, con controlli ravvicinati nelle settimane successive. La ripresa dell’alimentazione è graduale e supportata da indicazioni nutrizionali personalizzate.