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Linfoadenectomia

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  • Linfoadenectomia
Creato: 13/04/2024

Che cos’è la linfoadenectomia?

La linfoadenectomia (o svuotamento linfonodale) è un’operazione chirurgica che prevede la rimozione di uno o più linfonodi situati nell’area di drenaggio di un tumore, in cui vi è un’alta possibilità di metastasi linfonodali.
Le ghiandole (o linfonodi) hanno come funzione quella di difendere il sistema linfatico. Sono di piccoli dimensioni, hanno una forma tondeggiante (a fagiolo) e possono essere situate in varie parti del corpo:

  • Collo
  • Inguine
  • Ascelle
  • Mammella

Perché si esegue?

I linfonodi proteggono il sistema linfatico dalle infezioni intrappolando i batteri e i prodotti di scarto; filtrando il liquido linfonodale che trasporta elementi nutritivi alle cellule e distruggendo le cellule vecchie e/o anomale come quelle cancerogene.
Si può riscontrare la presenza di linfonodi ingrossati in caso di:

  • Infiammazione
  • Diverticoli
  • Condilomi
  • Esofagite
  • Tumore allo stomaco
  • Tumore al seno
  • Ascesso
  • Labbro leporino (labiopalatoschisi)

In caso di neoplasia, anche benigna, con diffusione ai linfonodi, è necessaria l’asportazione degli stessi. Questo intervento può essere eseguito anche a scopo preventivo, in quanto la percentuale di metastasi linfonodali è molto alta.

In cosa consiste?

L’asportazione dei linfonodi può essere eseguita con la procedura:

  • Mininvasiva, inserendo una sonda a fibra ottica attraverso una piccola incisione;
  • A cielo aperto, eseguendo una grande incisione nella zona interessata al fine di identificare i linfonodi da estirpare.

Il tipo di anestesia utilizzato (totale o locale) varia a seconda della procedura.
Dopo essere stati rimossi, i linfonodi verranno analizzati in laboratorio per stabilirne la natura (benigna o maligna).

Preparazione per la linfoadenectomia

Prima di sottoporsi all’intervento, il chirurgo spiegherà al paziente la procedura. Quest’ultimo dovrà fornire allo specialista tutte le informazioni rilevanti in modo da eseguire una corretta preparazione: se fuma, ad esempio, gli sarà richiesto di smettere, in quanto il fumo aumenta il rischio di infezione polmonare e delle ferite dell’intervento, rallentando il recupero. Inoltre, il paziente dovrà restare a digiuno nelle sei ore precedenti all’operazione.

Prof. Mario Testini
Testo accreditato da: Prof. Mario TestiniChirurgo Generale a Bari
4.9 |

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