Lesioni difficili: come si curano? | Top Doctors

Wound Care: la cura delle lesioni difficili

Autore: Dott. Marco Murabito
Pubblicato: | Aggiornato: 20/08/2018
Editor: Top Doctors®

Come afferma il Dott. Marco Murabito, esperto in Chirurgia Generale a Catania, le lesioni difficili vanno trattate insieme ad un esperto in Wound Care

Cosa significa Wound Care?

Il termine wound care è un'espressione formata dai due termini di lingua anglosassone “wound”, che significa “ferita”, e “care” che significa “cura”. Quindi letteralmente wound care significa “cura delle ferite”. Ora, al di là del significato strettamente letterario, il wound care non si limita soltanto alla cura delle ferite, ma, in senso molto più vasto, si prende cura della persone con delle lesioni cutanee difficili, ovvero di quelle lesioni che non guariscono nei tempi e nei modi consueti, ma richiedono uno sforzo ed un’intensità di cure decisamente superiori per periodi di tempo molto più lunghi.

Lesioni difficili: perché si manifestano?

Sono moltissime le cause che possono portare all’insorgenza di una lesione difficile: spesso si tratta di pazienti anziani, fragili, defedati, malnutriti, immunodepressi, allettati; molto spesso si tratta di pazienti affetti da diabete mellito, insufficienza renale cronica, vasculopatie periferiche, disordini metabolici, infezioni, malattie genetiche, autoimmuni, etilismo, neoplasie e malattie mielolinfoproliferative. Nella maggioranza dei casi esistono diverse concause contemporaneamente. Capire perché le lesioni difficili si sono manifestate rappresenta il primo passo per offrire l’approccio terapeutico più idoneo.

È possibile guarire definitivamente?

Nella grande maggioranza dei casi è possibile riuscire a guarire la lesione, premesso ovviamente che si riescano a rimuovere e/o controllare le cause che ne hanno determinato l’insorgenza. Bisogna però specificare cosa si intende per guarire definitivamente. Infatti il neotessuto cicatriziale, nella norma, è molto più sottile e fragile del tessuto sano. Pertanto, una volta faticosamente raggiunto il risultato, bisogna anche mantenerlo, prevenendo le recidive. Questo può accadere soltanto con un attento follow-up che, oltre alla rimozione e/o controllo delle cause determinanti, preveda la cura costante (igiene, detersione, idratazione) della sede di pregressa lesione.

Wound Care: uno o più interventi?

Nel Wound Care ci si trova a combattere per settimane, mesi, non di rado anche per un anno o più, con ferite croniche di vecchia data, sporche e/o infette di diversa estensione e profondità. Tranne in casi eccezionali, è quindi abbastanza inverosimile che si possa riuscire a risolvere la situazione con un solo intervento.

Quali sono gli strumenti a disposizione del chirurgo per guarire le ferite difficili?

Innanzitutto, come già accennato, bisogna capire quali sono le cause che hanno determinato l’insorgenza della lesione, per poterle rimuovere e/o controllare. Ad esempio il controllo delle glicemie in un paziente diabetico, la rivascolarizzazione nel paziente arteriopatico, il materassino antidecubito nel paziente allettato e così via. Poi bisogna stabilire se e che tipo di infezione è presente, anche con l’ausilio di un tampone batteriologico e quindi instaurare un’eventuale terapia antibiotica. Al giorno d’oggi, poi, fortunatamente, l’industria mette a disposizione della vulnologia una serie di presidi molto tecnologici, ovvero le medicazioni avanzate, tra le quali non si può non citare la NPWT (Negative Pressure Wound Therapy, terapia a pressione topica negativa, il cui capostipite è stata la VAC Therapy), che si dimostrano sempre molto utili ed efficaci. Inoltre il chirurgo esperto dispone anche delle tecniche di chirurgia asportativa, spesso necessaria nella prima fase e che comprende gli interventi di curettage, sbrigliamento o debridment, drenaggio, ulcerectomia, necrosectomia, etc. Questi, associati alle tecniche di chirurgia ricostruttiva, in una seconda fase, ovvero i lembi, gli innesti dermici rigenerativi, che sfruttano appieno il potenziale dei tessuti bioingegnerizzati e gli innesti cutanei liberi, consentono, in mani esperte, di raggiungere traguardi impensabili fino a qualche anno addietro.

 

Editor: Valerio Bellio

Dott. Marco Murabito
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