Biopsia epatica

Specializzazione di Gastroenterologia

Che cos'è una biopsia epatica?

Una biopsia del fegato è un procedimento che serve a estrarre una porzione di quest’organo, che verrà esaminata al microscopio per individuare eventuali segnali di danno o malattia. Si può dire che esistono tre tipi principali di biopsia: biopsia laparoscopica, biopsia percutanea e biopsia transvenosa.

  • Biopsia epatica percutanea: si tratta della tecnica più impiegata per ottenere un campione di fegato. Consiste nel realizzare un’incisione nell’addome, introdurre un ago fin dentro al fegato ed estrarre un campione. Per localizzare il fegato si utilizzano spesso gli ultrasuoni, le tomografie computerizzate e altre tecniche per immagini. Alcuni specialisti evitano il ricorso a queste ultime e individuano il fegato dando dei colpetti sull’addome. Una volta terminata la biopsia, il paziente dovrà rimanere sdraiato sul fianco sinistro per due ore per ridurre il rischio di emorragia.
  • Biopsia epatica transvenosa: questa tecnica si utilizza quando il sangue del paziente coagula lentamente o quando vi è un eccesso di liquido nell’addome, alterazione nota come ascite. Per effettuare una biopsia transvenosa, il paziente si sdraia a pancia in su sopra un tavolo radiografico; gli viene quindi fatta una piccola incisione sul collo, da cui viene introdotto un tubo nella vena giugulare. All’interno del tubo viene iniettato un liquido di contrasto per osservare le vene, liquido che si illuminerà quando si utilizzeranno i raggi X. Attraverso il tubo si introduce l’ago e si estraggono i campioni di tessuto epatico. Il paziente dovrà restare in osservazione almeno quattro o cinque ore per evitare il rischio di emorragia.
  • Biopsia epatica laparoscopica: questo tipo di biopsia si utilizza per ottenere un campione di tessuto di una o più zone specifiche dell’organo, o quando esiste il rischio di propagare un cancro o un’infezione. Per eseguire l’esame, il paziente si sdraia a pancia in su, e in seguito gli viene somministrato un sedativo. Durante la laparoscopia, si esegue un’incisione nell’addome, al di sotto della cassa toracica, e si inserisce un tubo (chiamato cannula) riempito di aria, in modo che il medico abbia lo spazio per lavorare nella cavità addominale. L’ago per la biopsia viene inserito attraverso la cannula. Ogni eventuale emorragia viene individuata facilmente con la telecamera e fermata con sonde elettriche. Il paziente dovrà restare in osservazione durante varie ore.

Il fegato è un organo vitale che ha varie funzioni di base, tra cui:

  • Estrarre i prodotti dannosi dal sangue
  • Combattere le infezioni
  • Intervenire nella digestione degli alimenti
  • Immagazzinare energia
  • Immagazzinare sostanze nutritive.

Perché eseguire una biopsia epatica?

La biopsia del fegato viene eseguita quando risulta difficile diagnosticare l’eventuale esistenza di un problema a quest’organo tramite esami del sangue, ultrasuoni o radiografie.

È frequente che la biopsia venga utilizzata per calcolare il livello di danno epatico esistente, processo noto come stadiazione. La stadiazione aiuta a guidare il trattamento.

A sua volta, la biopsia aiuta a diagnosticare o individuare:

  • Cancro al fegato
  • Infezioni
  • La causa di livelli anomali di enzimi epatici nel sangue
  • La causa di un ingrossamento inspiegabile del fegato

Come ci si prepara a una biopsia epatica?

Lo specialista dovrà essere informato riguardo tutti i farmaci che il paziente assume, e a quest’ultimo potrà essere chiesto di smettere di assumere tutti quelli che hanno un effetto sulla coagulazione sanguigna o che possono interagire con i sedativi.

Alcuni dei farmaci che possono essere proibiti sia prima che dopo la biopsia sono gli antiinfiammatori non steroidei, gli anticoagulanti, i farmaci per la pressione arteriosa alta, quelli per il diabete, gli antidepressivi, gli antibiotici, gli integratori alimentari o i farmaci per l’asma.

Il paziente non può mangiare né bere durante le otto ore precedenti la biopsia, e dovrà organizzarsi riguardo il proprio rientro a casa, dato che non potrà guidare per almeno 12 ore. Prima dell’intervento verrà anche eseguita un’analisi completa del sangue, per controllare, tra gli altri valori, la capacità di coagulazione.

Cosa si sente durante l’esame?

Nel momento in cui viene inserito l’ago con il sedativo, il paziente noterà un dolore pungente. Talvolta può anche percepire l’ago della biopsia come un dolore profondo che può manifestarsi nella spalla. La sedazione aiuta i pazienti a restare calmi durante l’esame. Bisogna qui sottolineare la differenza tra sedazione e anestesia, dato che, mentre con l’anestesia il paziente è incosciente, con la sedazione può comunicare con l’équipe medica, anche se poi generalmente non ricorda l’intervento.

Significato di risultati anomali

Una volta effettuata la biopsia esistono due possibili situazioni. In un caso, i risultati sono completamente normali, ciò significa che il tessuto epatico si trova in condizioni normali. Nell’altro caso, la biopsia epatica può rivelare la presenza di varie malattie epatiche, come epatite o cirrosi, così come la presenza di cellule cancerose o di infezioni come la tubercolosi.

Alcuni dei problemi identificabili tramite biopsia epatica sono:

Progressi nella biopsia epatica

L’uso della tecnologia e i suoi progressi hanno dato luogo a una serie di cambiamenti in medicina generale e nell’esecuzione delle biopsie epatiche. Da un lato, bisogna sottolineare gli importanti progressi registrati a livello di tecniche di diagnostica per immagini, che a volte sono sufficienti a determinare le condizioni dell’organo.

D’altra parte, sono stati inventati nuovi procedimenti come il FibroScan, che misura la velocità con cui si propagano attraverso il fegato le onde elastiche, valutando così lo stato di salute dell’organo.

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