Chirurgia mininvasiva della colonna

Specializzazione di Ortopedia e Traumatologia

Cos’è la chirurgia mininvasiva della colonna?

La chirurgia mininvasiva della colonna, nota anche come chirurgia endoscopica della colonna, consiste nell’utilizzare gli stessi parametri della chirurgia a cielo aperto ma minimizzando il più possibile l’aggressione. Uno dei maggiori problemi della chirurgia della colonna è la necessità di fare svariate incisioni per arrivare a questa zona del corpo, cosa che comporta più cicatrici, un’importante perdita di sangue e interventi molto lunghi. Per questo si tende a ricorrere alla chirurgia mininvasiva della colonna ogni volta che è possibile, dato che comporta minori postumi, cicatrici più piccole, danno minimo ai muscoli e una guarigione rapida. Inoltre, i risultati ottenuti con questa tecnica sono analoghi a quelli della chirurgia tradizionale; per tutti questi motivi, la chirurgia mininvasiva della colonna è la più raccomandabile per i pazienti che hanno le caratteristiche adeguate.

Perché si esegue?

È sempre opportuno trattare ogni caso singolarmente e studiare l’anamnesi del paziente per poter valutare quale sia l’intervento più conveniente. I vantaggi di questa tecnica sono molti, e il trattamento chirurgico in generale è raccomandabile in caso di lesioni neurologiche, perdita di forza o alterazioni della sensibilità. Viene anche effettuata su pazienti che sentono molto dolore e che non rispondono al trattamento medico.

In cosa consiste?

L’intervento consiste nella realizzazione di una piccola incisione di circa 15 mm, dove si inserirà la cannula, al cui interno si posizionerà una fibra ottica che permette di ingrandire il campo di lavoro e quindi di evitare di dover fare grandi incisioni per poter accedere alla colonna del paziente.

Preparazione alla chirurgia mininvasiva della colonna

Il paziente arriva in ospedale in mattinata, e durante la stessa mattinata viene fatto l’intervento. Dopo l’operazione rimane ricoverato per un giorno, per valutarne i risultati. Il giorno seguente viene dimesso e può tornare a casa.

Recupero postintervento

Dal momento in cui esce dall’ospedale il paziente può condurre una vita normale, con le limitazioni che comporta un intervento alla colonna, dal momento che possono comparire dei fastidi. Per questo motivo si raccomanda di non fare attività sportiva o esercizio fisico intenso: questo sono le indicazioni che normalmente devono seguire i pazienti durante le prime settimane. Dopo 6-12 settimane possono tornare a fare qualsiasi tipo di attività fisica. Inoltre, i risultati a breve termine risultano molto soddisfacenti per la maggior parte dei pazienti, dal momento che riescono a camminare già il giorno successivo all’operazione.

Trattamenti alternativi

La chirurgia mininvasiva della colonna è uno dei trattamenti di più recente invenzione nell’ambito della chirurgia della colonna. Esistono altri tipi di trattamento, come la chirurgia a cielo aperto della colonna, a cui si ricorre per correggere il mal di schiena soprattutto quando un’ernia del disco comprime una radice nervosa e gli altri trattamenti non chirurgici hanno fallito. Questa tecnica viene impiegata quando, per motivi anatomici, non ci si può affidare alla chirurgia mininvasiva. Esiste un’altra tecnica, chiamata chirurgia percutanea della colonna, che consiste nel posizionare alcuni impianti nella schiena eseguendo incisioni molto piccole e dilatando i tessuti, senza fare dissezioni né essere costretti a rimuovere i tessuti stessi. Si esegue tramite un tubo, dilatando in modo progressivo i tessuti e collocando l’impianto nella vertebra. In questo modo i tessuti non vengono danneggiati, e il paziente può camminare quasi immediatamente.

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