Disprassia

Che cos’è la disprassia?

Per disprassia si intende un disturbo che provoca difficoltà nell’esecuzione e nella gestione di movimenti eseguiti comunemente nella quotidianità (vestirsi, allacciarsi le scarpe), capacità di espressione (per comunicare emozioni e stati d’animo) ed esecuzione di gesti transitivi e intransitivi. Può essere congenita o acquisita precocemente.

Esistono diversi tipi di disprassia:

  • Disprassia melocineticabambina
  • Disprassia ideomotoria
  • Disprassia ideativa
  • Disprassia costruttiva
  • Disprassia postura-assiale
  • Disprassia dell’abbigliamento
  • Disprassia della deambulazione
  • Disprassia buco-facciale o bucco-linguale
  • Disprassia verbale
  • Disprassia oculare
  • Discinesia

Sintomi della disprassia

I sintomi generali includono un deficit dell’organizzazione motoria sia dal punto di vista del coordinamento, che dell’inibizione alla diffusione e dell’integrazione somatica. Da questo deriva un’attività motoria scoordinata, "goffa”. Raramente è possibile riscontrare dei sintomi nel primo o nel secondo anno di vita, ma a partire dal terzo anno i bambini iniziano a manifestare i primi segni clinici, quali l’esecuzione lenta e/o goffa dei movimenti in tutti e quattro gli arti (in particolare quelli superiori) e un linguaggio povero e poco strutturato. Dal punto di vista relazionale, invece, si riscontra poco interesse evolutivo, passività, dipendenza dall’adulto e rifiuto di situazioni nuove.

Diagnosi della disprassia

La diagnosi varia a seconda del tipo di disprassia manifestata dal bambino. Lo specialista potrà servirsi di puzzle, prove della Stambak o richiedere al bimbo l’imitazione di gesti simbolici suoni o posture.

Quali sono le cause della disprassia?

Le disprassie possiedono diverse cause, a seconda della loro tipologia.

Trattamenti per la disprassia

La disprassia, date le sue molteplici forme, richiede una terapia personalizzata in base alla tipologia e alla sintomatologia manifestata dal bambino, ma questa deve necessariamente includere:

  • Esercizi per migliorare la conoscenza della propria corporeità.
  • Esercizi di comunicazione gestuale, posturale e mimica.
  • Esercizi di facilitazione all’uso dei simboli.
  • Analisi di oggetti da diverse angolazioni.
  • Esercizi di organizzazioni spaziali tridimensionali (incastri, costruzioni).
  • Esercizi di organizzazioni spaziali bidimensionali (grafiche).
  • Utilizzo di strategie diverse per raggiungere lo stesso risultato.
  • Esercizi per rendere automatizzate alcune azioni di uso frequente.
  • Esercizi di analisi della percezione visiva (figure sfondo, figure nascoste, ecc.). 
  • Esercizi di attenzione selettiva su richiesta.
  • Sostegno di rinforzo della fiducia del se.
  • Supporto da parte sia della famiglia che delle figure educative (insegnanti).

A quale specialista rivolgersi?

In caso di disprassia è necessario rivolgersi, a seconda della sua tipologia, ad un neuropsichiatra infantile o un audiologo foniatra.

Questo sito Web utilizza cookie propri e di terzi per raccogliere informazioni al fine di migliorare i nostri servizi, per mostrarle pubblicità relative alle sue preferenze, nonché per analizzare le sue abitudini di navigazione..