Disturbo da alimentazione incontrollata

Che cos’è il disturbo da alimentazione incontrollata?

Il disturbo da alimentazione incontrollata si verifica quando le persone mangiano in eccesso, in modo compulsivo e regolarmente. In generale, le persone con questa condizione sentono di non poter smettere di mangiare anche se non hanno fame. Le persone affette dal disturbo da alimentazione incontrollata spesso utilizzano il cibo come un mezzo per far fronte ad emozioni sottostanti o pressioni. Sebbene capiti a tutti di mangiare a volte in eccesso, ciò che definisce il disturbo da alimentazione incontrollato è il fatto che tale comportamento diventi, per l’appunto, compulsivo e frequente.

Sintomi del disturbo da alimentazione incontrollata

Tra i sintomi del disturbo da alimentazione incontrollata vi sono:

  • Mangiare anche quando non si ha fame o ci si sente sazi e avere la percezione di non essere in grado di controllare quanto si mangia
  • Mangiare porzioni molto grandi in un breve lasso di tempo
  • Mangiare molto velocemente
  • Mangiare spesso da soli o di nascosto
  • Sentirsi in colpa o provare vergogna dopo aver mangiato in maniera compulsiva
  • Difficoltà a perdere peso in modo sano

Il disturbo da alimentazione incontrollata è distinto dalla bulimia, in quanto le persone con tale disturbo non espellono il cibo dopo mangiato vomitando o abusando di lassativi.

Quali sono le cause del disturbo da alimentazione incontrollata?

Le cause del disturbo da alimentazione incontrollata in gran parte non sono note, tuttavia sono stati identificati alcuni fattori di rischio che fanno aumentare la predisposizione al disturbo. Tali fattori di rischio includono:

  • Età: di solito inizia in tarda adolescenza o intorno ai 20 anni; tuttavia, il disturbo da alimentazione incontrollata si può manifestare a qualsiasi età.
  • Genetica: la predisposizione al disturbo da alimentazione compulsiva può aumentare se un membro della famiglia ha già sofferto di un disturbo alimentare, il che ne suggerisce la potenziale ereditarietà.
  • Problemi emotivi e psicologici: stress, ansia, scarsa autostima e immagine negativa del proprio corpo sono stati tutti associati all’insorgenza del disturbo da alimentazione incontrollata.
  • Relazione storica con il cibo: chi ha fatto molte diete in passato potrebbe soffrire di questo disturbo alimentare. Inoltre, l’ossessione per il conteggio delle calorie o per i digiuni durante il giorno possono scatenare nelle persone l’impulso a mangiare in modo compulsivo.

Si può prevenire?

Non esiste un metodo infallibile per prevenire il disturbo da alimentazione incontrollata; tuttavia, promuovere una relazione sana con il cibo e un’immagine positiva del proprio corpo sono entrambi utili nel prevenire l’insorgenza di questo disturbo alimentare. Inoltre, è molto importante riconoscere i sintomi del disturbo da alimentazione incontrollata il più presto possibile e iniziare il trattamento quanto prima.

Trattamenti per il disturbo da alimentazione incontrollata

Decidere di cercare un trattamento per il disturbo da alimentazione incontrollata è il primo passo verso la guarigione. L’obiettivo principale per un trattamento di successo del disturbo da alimentazione incontrollata è quello di imparare a controllare la propria alimentazione e ad adottare un atteggiamento più sano verso il cibo, l’immagine del proprio corpo e le proprie emozioni.

I trattamenti di questo disturbo variano e prevedono programmi di auto-aiuto o sedute di terapia individuale e, talvolta, includono la prescrizione di farmaci. Oltre ad affrontare i fattori psicologici sottostanti di questo disturbo, il trattamento si concentra anche sulla perdita di peso in modo sano e strutturato. Tali metodi includono la programmazione dei pasti, diari alimentari e l’attività fisica regolare.

Il fatto più importante riguardo al trattamento per il disturbo da alimentazione incontrollata è che la maggior parte delle persone gradualmente migliorano e si sentono meglio, a patto che ricevano tutto l’aiuto e il supporto di cui hanno bisogno.

A quale specialista rivolgersi?

Qualora si pensi di soffrire di tali disturbi, può essere indicato parlarne con il proprio medico di base e cercare l’aiuto di uno psicologo o psicoterapeuta.

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