Frattura omero

Specializzazione di Ortopedia e Traumatologia

Che cos’è la frattura dell’omero?

L’omero è l’osso più lungo dell’arto superiore, il braccio. Nella sua parte superiore si articola alla scapola attraverso la spalla, mentre nella parte inferiore si articola a ulna e radio per mezzo dell’articolazione del gomito. La lesione più comune di quest’osso è la frattura, che avviene per lo più in anziani e giovani. Le fratture di omero si classificano in base alla zona lesionata: l’estremità superiore, la diafisi o l’estremità inferiore.

Prognosi della malattia

Il grado di recupero e i suoi tempi potranno variare in funzione dei seguenti fattori:

  • L’età del paziente: superati i 45 anni il rischio che l’abduzione sia limitata aumenta progressivamente
  • L’intensità della contusione muscolare, soprattutto del muscolo deltoide
  • La potenza dei muscoli della spalla
  • L’obesità
  • Il livello di cooperazione e comprensione del paziente

Esistono anche fattori che rallentano la guarigione da una frattura di omero:

  • Riabilitazione inadeguata
  • Paziente maggiore di 45/50 anni
  • Sviluppo deficitario della muscolatura
  • Obesità
  • Avulsione con distacco di un frammento
  • Ritardo nell’ottenimento di una diagnosi corretta

Sintomi della frattura dell’omero

I sintomi della frattura di omero sono solitamente immediati, dal momento che spesso si sente un forte schiocco o scricchiolio, che indica che il paziente si è rotto il braccio. Esistono inoltre altri segni e sintomi che includono:

  • Dolore intenso che aumenta muovendo il braccio
  • Gonfiore
  • Ematomi
  • Deformità del braccio o del polso
  • Incapacità di girare il braccio

Se il dolore supera una soglia di normalità e non si riesce a utilizzare correttamente l’arto, il paziente dovrà recarsi immediatamente da un medico. Un ritardo nella diagnosi e nel trattamento di una frattura al braccio può inoltre comportare una cicatrizzazione scorretta.

Diagnosi per la frattura dell’omero

Per diagnosticare la frattura di omero si ricorre ai raggi X, che permettono anche di determinare l’estensione della lesione, localizzare l’ubicazione esatta della frattura e verificare se la lesione ha coinvolto un’articolazione vicina. In alcune occasioni il medico può anche richiedere una tomografia computerizzata (TC) con l’obiettivo di ottenere immagini più concrete.

Si può prevenire?

Alcune attività fisiche o determinate condizioni mediche possono aumentare il rischio di incorrere in una frattura di omero. Può costituire un fattore di rischio praticare sport come pallacanestro, rugby, lotta, calcio, hockey, snowboard o sci. A sua volta in chi soffre di osteoporosi, una malattia che fa sì che le ossa si indeboliscano, anche una caduta da poca distanza può causare una frattura all’omero.

Trattamenti per la frattura dell’omero

Per la frattura di omero esistono diversi trattamenti, in base al tipo di frattura. Di seguito vengono presentati tutti i trattamenti possibili:

  • Riduzione della frattura: quando si ha una frattura scomposta lo specialista dovrà manipolare le diverse parti dell’omero per rimetterle nella posizione corretta. Il paziente può aver bisogno di un miorilassante, un sedativo o un’anestesia generale se il dolore e l’infiammazione si fanno insopportabili.
  • Immobilizzazione: è anche possibile che il paziente abbia bisogno di utilizzare una stecca, una fasciatura, un tutore o un gesso, in modo da immobilizzare l’osso rotto e assicurarne così la guarigione. Il periodo di immobilizzazione varia in base alla gravità della lesione, ma si situa approssimativamente tra le 3 e le 10 settimane.
  • Farmaci: lo specialista può prescrivere analgesici per ridurre il dolore e l’infiammazione.
  • Terapia: è importante iniziare la riabilitazione già mentre si sta ancora portando gesso o fasciatura, eseguendo dei movimenti per minimizzare la rigidità del braccio, della mano e della spalla. Dopo la rimozione della protezione lo specialista può consigliare esercizi aggiuntivi per recuperare la forza muscolare, il movimento articolare e la flessibilità.
  • Chirurgia: è necessaria in alcuni casi per stabilizzare le fratture. Possono essere necessari dispositivi di sintesi come fili, placche, chiodi o viti per mantenere le ossa nella posizione adeguata durante la cicatrizzazione. Il rischio di complicanze è basso, ma si possono avere infezioni o assenza di cicatrizzazione ossea.

A quale specialista rivolgersi?

Il traumatologo è lo specialista che si occupa della frattura di omero.

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