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Reflusso vescico-ureterale

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  • Reflusso vescico-ureterale
Creato: 13/04/2024

Che cos’è reflusso vescico-ureterale?

Si intende per reflusso vescico ureterale l’anomalo passaggio retrogrado dell’urina dalla vescica all’uretere e al rene.

Nei soggetti normali l’urina, prodotta dal rene, passa attraverso i calici, la pelvi e l’uretere a da qui in vescica. L’uretere entra in vescica con un decorso obliquo che previene il passaggio in senso inverso dell’urina dalla vescica al rene (effetto “valvolare”). Se questo meccanismo è inefficiente si ha il reflusso vescico-ureterale (RVU).

Il reflusso può essere primario o secondario ad ostruzioni della vescica (valvole uretrali, vescica neurologica, o disfunzioini motorie della vescica). Nel reflusso primario si distinguono, per caratteristiche cliniche, il reflusso congenito del neonato e quello che si osserva nei bambini di età più avanzata, anche se esistono molte sovrapposizioni tra queste due categorie.

reflusso vescico-ureterale

Prognosi della malattia

Il RVU può essere di grado diverso (dal 1°, meno grave, al 5°, più grave con dilatazione e tortuosità dell’uretere) e accompagnarsi ad anomalie congenite o acquisite dei reni. 

Nelle forme bilaterali di grado elevato, associate a danno renale congenito e ad infezioni urinarie, si può arrivare all’insufficienza renale ed al trapianto. Fortunatamente si tratta di un sottogruppo numericamente abbastanza esiguo.

La maggior parte dei reflussi di grado basso-intermedio guarisce spontaneamente oppure può essere trattato senza conseguenze permanenti sulla salute del bambino. Anche i gradi maggiori possono essere trattati efficacemente senza conseguenze permanenti.

Sintomi del reflusso vescico-ureterale

Il RVU di per sè è poco sintomatico. 

Può essere diagnsoticato in seguito ad un’infezione febbrile delle vie urinarie, oppure nel corso di indagini effettuate per una dilatazione prenatale delle vie urinarie o nel caso in cui un parente prossimo sia affetto da reflusso e i consanguinei vengano sottoposti a indagini, perchè circa il 30% dei fratelli/sorelle di bambini affetti possono essere anch’essi portatori di RVU.

Qual è diagnosi per il reflusso vescico-ureterale?

La diagnosi del reflusso si fa con la cistouretrografia, esame che comporta il riempimento della vescica con un mezzo di contrasto radiopaco iniettato in vescica tramite un catetere. L’esame permette di valutare la vescica, il modo con cui si svuota, la presenza ed il grado del reflusso.

I controlli di un reflusso in terapia possono essere effettuati con una cistograsfia isotopica diretta o indiretta.

Quali sono le cause del reflusso vescico-ureterale?

Come si è detto, esiste un reflusso primario, la cui causa è verosimilmente genetica e che si può accompagnare ad un danno congenito del rene (a cui può poi sovrapporsi un danno acquisito), osservabile già in epoca prenatale o nel neonato. 

Poi esiste un reflusso, in genere di grado minore, che osserviamo nei bambini di età più avanzata, che non si associa da un danno renale congenito, ma più frequente a reni normali o con cicatrici da pregresse infezioni e, in ultimo, un reflusso secondario causato da un'altra patologia vescicale

Si può prevenire?

Il reflusso congenito non può essere prevenuto, ma le sue conseguenze possono essere mitigate. Il reflusso secondario richiede il trattamento della causa primitiva.

Trattamenti per il reflusso vescico-ureterale?

Le terapie del reflusso sono:

  • La terapia conservativa, basata sul concetto che il reflusso ha una tendenza spontanea alla guarigione e che, se mantenuto sterile non danneggia il rene, questa consiste nell’impiego di una profilassi antibiotica a basso dosaggio e a lungo termine e sul trattamento dei disturbi funzionali che si associano al reflusso (stipsi, vescica iperattiva o ipoattiva) nei bambini che hanno acquisito il controllo volontario della minzione. Le percentuali di guarigione spontanea variano in base al grado del reflusso, dell’età del bambino e delle condizioni funzionali della vescica;
  • La terapia endoscopica del reflusso, consiste nell’iniettare una sostanza estranea che crei volume al di sotto e/o all’interno dell’uretere. La sostanza (Destranomero o Acrilato) viene iniettata mediante un ago apposito durante una cistoscopia. È una metodica indicata soprattutto nei reflussi di grado medio e medio-elevato. Può essere ripetuta due o tre volte in caso di insuccesso. La controindicazione assoluta è l’associazione di reflusso con subostruzione del giunzione uretero-vescicale. La percentuale di guarigione varia a seconda del grado del RVU, ma si aggira complessivamente intorno al 75-80% dei casi;
  • La terapia chirurgica per via tradizionale o mini-invasiva, è la terapia più sperimentata e quella che fornisce quasi il 98% di risultati positivi. Oggigiorno viene riservata agli ureteri particolarmente dilatati o dopo il fallimento di terapie meno invasive.

A quale specialista rivolgersi?

Lo specialista di scelta è l’Urologo Pediatra, specialista che si occupa specificatamente ed esclusivamente dei problemi genito-urinari dell’infanzia. L’inquadramento diagnostico e la terapia conservativa possono essere anche essere effettuate in ambiente Nefrologico Pediatrico.

Dott. Emilio Merlini
Testo accreditato da: Dott. Emilio MerliniUrologia pediatrica a Torino
4.9 |

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