Stitichezza

Specializzazione di Gastroenterologia

La stipsi, o cosiddetta stitichezza, è una delle patologie maggiormente diffuse nei paesi occidentali: dal 5% al 30% della popolazione viene colpita da questa patologia. I soggetti maggiormente colpiti sono di sesso femminile (rapporto 10:1 con i maschi) e gli over 65. Occorre specificare che, in molti casi, la stipsi è di tipo secondario, ovvero dipende da vari fattori (endocrini, metabolici, degenerativi, organici, ecc.) e prevede, pertanto, un percorso diagnostico e terapeutico più complesso e completo, così come la stipsi funzionale idiopatica, ovvero quella che non presenta particolari cause. La sintomatologia prevede principalmente la bassa frequenza delle defecazioni, l’emissione di feci troppo piccole/dure, notevoli sforzi durante la defecazione ed una sensazione incompleta di evacuazione. Durante la diagnosi occorre non sottovalutare fattori di carattere psicologico in grado di influenzare sensibilmente naturali processi biologici. La stipsi viene distinta in stipsi da rallentato transito e quella da defecazione ostruita. Una diagnosi approfondita e rigorosa, insieme ad una anamnesi puntigliosa, è fondamentale per individuare un iter terapeutico appropriato, spesso personalizzato in base alle caratteristiche del paziente. Per evitare la stitichezza, si consiglia di seguire una dieta ricca di fibre, bere molta acqua e di svolgere regolarmente esercizio fisico. Sebbene sia possibile utilizzare lassativi, non si deve abusarne a lungo termine, in quanto il corpo si abitua a queste sostanze e si ottiene l’effetto opposto. 

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