Disturbi della ghiandola tiroidea

Specializzazione di Diabetologia

Che cosa sono i disturbi della tiroide?

La tiroide è una ghiandola essenziale nell’organismo che produce gli ormoni tiroidei. Si tratta di ormoni che controllano e influenzano molte funzioni corporee, quali la temperatura corporea, i livelli di energia e il metabolismo. I disturbi della tiroide si verificano per diverse ragioni ed esercitano un effetto sulle funzioni metaboliche dell’organismo producendo reazioni avverse. I disturbi della tiroide sono relativamente comuni e, a livello globale, colpiscono più le donne che gli uomini.

Sintomi della ghiandola tiroidea

Esistono molti tipi di disturbi della tiroide e, di conseguenza, esistono anche molti sintomi diversi. I sintomi dipendono dal tipo di disturbo della tiroide che il paziente presenta. Alcuni dei problemi più comuni alla tiroide includono gozzo, ipertiroidismo, ipotiroidismo, noduli tiroidei e tiroidite. Il tumore alla tiroide è un’altra condizione che colpisce la ghiandola.

Tali condizioni influenzano le funzioni corporee e il sistema metabolico. Pertanto, tra i sintomi vi possono essere:

  • Aumento di peso
  • Variazioni a livello mestruale
  • Scarsa concentrazione
  • Nervosismo
  • Sensazione di depressione
  • Affaticamento
  • Sensazione di freddo
  • Perdita di capelli
  • Sbalzi di umore
  • Scarso desiderio sessuale

I sintomi variano a seconda del tipo di disturbo della tiroide. Di conseguenza, i medici esamineranno l’anamnesi medica e valuteranno i sintomi manifestati al fine di diagnosticare correttamente il tipo di condizione della tiroide che coinvolge il paziente. 

Diagnosi per i disturbi della tiroide

La diagnosi per i disturbi della tiroide si ottiene attraverso diversi test diagnostici quali:

  • Esame obiettivo e palpazione della tiroide;
  • Misurazione dei livelli ematici degli ormoni tiroidei e dell’ormone dell’ipofisi;
  • Ecografia della tiroide;
  • Scintigrafia della tiroide;
  • Agobiopsia della tiroide.

Quali sono le cause dei disturbi della tiroide?

Le cause dei disturbi della tiroide sono molteplici ed includono: condizioni correlate come la malattia autoimmune o i disturbi infiammatori, determinati farmaci, radioterapia (per es. per un tumore), gravidanza, carenza di iodio e malattia congenita. Esistono molte cause diverse e chiunque può sviluppare una condizione della tiroide. Alcuni dei fattori di rischio sono:

  • Essere una donna di età superiore ai sessanta anni
  • L’aver ricevuto radioterapia al collo o al torace
  • Essere incinta o aver avuto un bambino negli ultimi 6 mesi
  • Avere una malattia autoimmune
  • Avere un’anamnesi familiare di disturbi della tiroide
  • Essersi sottoposti ad intervento chirurgico alla tiroide

Si può prevenire?

I disturbi della tiroide non possono in realtà essere prevenuti. Tuttavia, mantenere la tiroide sana è importante e vi sono delle cose che si possono fare per ridurre il rischio. I fumatori di sigarette hanno maggiori probabilità di sviluppare le complicanze dell’oftalmopatia tiroidea correlate al morbo di Graves, mentre alcune tossine contenute nelle sigarette possono influenzare la tiroide, scatenandone la patologia.

Durante una radiografia è possibile indossare uno speciale collare che copre la tiroide, riducendo in tal modo la possibilità di esposizione alle radiazioni. 

Trattamenti per i disturbi della tiroide

Esistono diversi trattamenti per i disturbi della tiroide, in quanto esistono diversi tipi di condizioni, e ciascun caso deve essere preso in considerazione singolarmente. Al fine di diagnosticare correttamente la condizione della tiroide, il medico deve per prima cosa prendere in esame l’anamnesi medica e misurare i livelli degli ormoni tiroidei. La valutazione medica è essenziale per stabilire il tipo di assistenza necessaria.

Tra i trattamenti disponibili vi sono i farmaci per abbassare, integrare o sopprimere la produzione di ormoni e la chirurgia per rimuovere la ghiandola tiroidea, a volte indicata in pazienti con tumore o gozzi particolarmente grandi.

A quale specialista rivolgersi?

È necessario rivolgersi a un endocrinologo che potrà seguire l’intero iter diagnostico e terapeutico.

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