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Massimo Federici, prorettore dell'Università di Roma Tor Vergata
Massimo Federici, prorettore dell'Università di Roma Tor Vergata, pone l'accento sulle pri...
Il Prof. Massimo Federici è specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio.
Il Prof. Federici è un esperto di diabete mellito di tipo 2, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia e altri disturbi del metabolismo lipidico. Si occupa anche della valutazione del rischio cardiovascolare e della gestione dell'ipertensione arteriosa. È altamente qualificato nella valutazione del rischio di complicanze cardiovascolari e microvascolari nei pazienti diabetici, con un focus particolare nell'ottimizzazione delle terapie per la prevenzione di tali complicanze. È anche specializzato nell'inquadramento del fenotipo di dislipidemia, trattando condizioni come ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia, e nel loro trattamento mediante terapie innovative.
Ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia con il massimo dei voti (110/110 e Lode) presso l'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata", dove ha anche ottenuto la Specializzazione in Endocrinologia e Malattie del Ricambio con il massimo dei voti (50/50 e Lode).
Attualmente, il Prof. Federici è Professore Ordinario nel Settore Scientifico-Disciplinare MED/09 (Medicina Interna) presso il Dipartimento di Medicina dei Sistemi dell'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata". È anche Responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna presso il Policlinico Tor Vergata, dove dirige l’Aterosclerosi Center e si occupa di malattie cardiovascolari e metaboliche. L’unità operativa è focalizzata sulla gestione delle complicanze croniche delle malattie internistiche, con particolare attenzione alle malattie cardiovascolari e metaboliche. Le attività comprendono ricoveri ordinari, ricoveri in DH, visite ambulatoriali e pacchetti ambulatoriali complessi.
Il Prof. Federici è autore di 273 pubblicazioni su riviste internazionali peer-reviewed, che trattano principalmente la fisiopatologia dell'insulino-resistenza e dell’aterosclerosi. Le sue ricerche si caratterizzano per un approccio clinico-traslazionale, analizzando casistiche di pazienti con malattie metaboliche, e un approccio biologico-traslazionale mirato a identificare le basi funzionali dell'insulino-resistenza e dell'aterosclerosi. Utilizza modelli cellulari derivati da pazienti e modelli animali per riprodurre il fenotipo clinico umano. Il suo H-Index è 75, indice della rilevanza e impatto delle sue ricerche scientifiche.

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