Cardiopatia ischemica: l’aterosclerosi è la prima causa | Top Doctors

Angioplastica coronarica: la prima scelta per il trattamento della cardiopatia ischemica

Autore: Dott. Delio Tedeschi
Pubblicato: | Aggiornato: 14/08/2018
Editor: Top Doctors®

La cardiopatia ischemica rappresenta quell’insieme di patologie che interessano il cuore, causate principalmente da aterosclerosi. Il Dott. Delio Tedeschi, esperto in Cardiologia a Brescia e Savigliano, ci parla di cause e trattamenti

Che cos’è la cardiopatia ischemica?

Con il termine cardiopatia ischemica si intende un insieme di condizioni patologiche che colpiscono il cuore caratterizzate da un insufficiente apporto di sangue ed ossigeno al tessuto muscolare cardiaco (miocardio). Esistono molte forme e varianti di cardiopatia ischemica, ma in generale in questa malattia, le coronarie (arterie del cuore) non sono in grado di fornire una quantità sufficiente di sangue ed ossigeno al cuore per svolgere le sue funzioni e di conseguenza il tessuto muscolare cardiaco (miocardio) va incontro ad uno stato di sofferenza (patologico) chiamato “ischemia”.

La terapia della cardiopatia ischemica varia molto in base alla tipologia di malattia delle coronarie e dal tipo di presentazione clinica. In generale la terapia può essere soltanto farmacologica, chirurgica (intervento cardiochirurgico di bypass aorto-coronarico) oppure attraverso l’intervento di angioplastica coronarica (PTCA – intervento mini-invasivo tramite palloncino e stent della coronaria); infine la terapia può essere una combinazione delle tre modalità descritte.

Se negli anni passati molti pazienti con cardiopatia ischemica venivano trattati con terapia farmacologica o chirurgica, oggi la maggior parte dei pazienti con evidenza di malattia, ostruzioni od occlusioni delle arterie coronarie viene trattata con successo, nel breve e lungo termine, attraverso l’intervento di angioplastica coronarica. Questo trattamento, grazie al grande miglioramento della tecnologia ed all’attuale diffusione delle competenze medico-scientifiche è diventato oggi la prima scelta di terapia della maggior parte delle forme di cardiopatia ischemica ed è possibile eseguirlo con rischi molto bassi in quasi tutti i pazienti.

Quali sono le cause principali della cardiopatia ischemica?

Diversi fattori possono causare l’insorgere di questa patologia, ma il principale è sicuramente l’aterosclerosi, ovvero l’alterazione delle pareti dei vasi sanguigni causata dalla formazione di placche lipidiche, tessuto cicatriziale o cellule infiammatorie, con una conseguente riduzione della capacità dei vasi. L’aterosclerosi è una conseguenza della presenza di vari fattori di rischio vascolare, come: 

  • Diabete
  • Fumo
  • Predisposizione genetica
  • Ipercolesterolemia
  • Ipertensione arteriosa
  • Vita sedentaria
  • Obesità
  • Stress

L’angioplastica coronarica come trattamento della cardiopatia ischemica

Come già detto, da alcuni anni ormai l’intervento in angioplastica coronarica rappresenta il trattamento di prima scelta per la malattia coronarica ed ha praticamente sostituito l’intervento cardiochirurgico di by-pass aorto-coronarico (che rimane la scelta migliore soltanto in una minoranza dei casi): questo perché si tratta di un intervento meno invasivo, con un ricovero più breve, con un rischio minore complessivo di complicanze e non ultimo con ottimi risultati nel breve e lungo termine.

Oggi i dispositivi che si utilizzano per effettuare questo tipo di intervento sono estremamente avanzati, sempre più piccoli e ci permettono di eseguire la maggior parte degli interventi con grande sicurezza ed efficacia. 

L’utilizzo di dispositivi come gli stent medicati di terza generazione, i palloni a rilascio di farmaco, i dispositivi di aterectomia (rimozione o riduzione meccanica della placca) ed i dispositivi di imaging intracoronarica (ecografia o infrarossi) cosi come l’accesso attraverso l’arteria radiale del braccio hanno profondamente migliorato l’efficacia, la sicurezza e le possibilità di trattamento dell’angioplastica coronarica. Oggi è possibile affermare che quando l’angioplastica coronarica è eseguita da medici ed equipe esperti garantisce (in un’ampia categoria di pazienti) risultati nel tempo equivalenti o superiori all’intervento di bypass coronarico ma con rischi nettamente inferiori.

Per tutti questi motivi l’angioplastica è quasi sempre la prima scelta per risolvere occlusioni precoci e anche totali delle coronarie, per operare pazienti anziani o quelli affetti da patologie concomitanti. È però da sottolineare che la scelta del tipo di intervento (angioplastica coronarica o intervento cardiochirurgico di bypass aorto-coronarico) a cui i pazienti si devono sottoporre può dipendere da molti fattori e tale scelta deve essere valutata dagli specialisti analizzando attentamente ogni singolo caso:  ad esempio, in presenza di particolari anatomie della malattia coronarica in associazione a diabete mellito, l’intervento di bypass aorto-coronarico può ancora oggi garantire risultati nel tempo migliori.

In cosa consiste l’intervento di angioplastica coronarica?

L’angioplastica coronarica (PTCA/PCI) è una procedura che viene di solito eseguita al termine dell’angiografia coronarica diagnostica (coronarografia) dalla quale si differenzia in quanto costituisce un vero e proprio intervento.

Attraverso un accesso arterioso periferico (di solito l’arteria radiale del braccio, meno frequentemente l’arteria femorale) vengono inseriti dei cateteri in grado di raggiungere il cuore ed incannulare le arterie coronarie; da questi stessi cateteri vengono poi passati altri cateteri dotati di un palloncino che, portati in corrispondenza della stenosi coronarica (zona dove la coronaria è malata, ristretta od occlusa), permettono la dilatazione del lume del vaso: in questo modo è possibile “disostruire” o “ricanalizzare” l’arteria dalla placca responsabile della stenosi, migliorando il flusso sanguigno al cuore.

Nella maggior parte dei casi dopo la dilatazione con il palloncino viene poi impiantato uno stent, ovvero una “retina” di metallo, rivestita da un farmaco che permette sia di sostenere definitivamente la parete arteriosa allargata, sia di impedire che nel tempo si riformi un restringimento cicatriziale detto “re-stenosi”. 

L’angioplastica può essere eseguita per curare la cardiopatia ischemica in due tipologie di pazienti: come intervento programmato in seguito ad una valutazione cardiologica ambulatoriale (visita cardiologica, elettrocardiogramma, Test da sforzo, ecocardiogramma a riposo o da stress, scintigrafia miocardica) oppure come intervento urgente (o in emergenza) in pazienti con Infarto Miocardico Acuto o con altre patologie cardiologiche acute.

Questo intervento, ideato verso la fine degli anni Settanta, ha subito numerosi miglioramenti grazie alle nuove tecnologie ed ai costanti progressi medico-scientifici che si sono affermati nel corso del tempo: ad oggi, in centri con elevata esperienza, la mortalità è infatti scesa ben al di sotto l’1%, la percentuale di successo risulta intorno al 98%, le possibilità di trattamento sono molto ampie ed i tempi di degenza molto brevi (di solito un paio di giorni). Pertanto è possibile affermare che l’angioplastica coronarica risulta quasi sempre una scelta terapeutica vincente per il trattamento della cardiopatia ischemica.

Dott. Delio Tedeschi
Cardiologia

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