Cardiopatia ischemica

Specializzazione di Cardiologia

Che cos’è la cardiopatia ischemica?

La cardiopatia ischemica è una condizione in cui si verifica una ischemia del muscolo cardiaco (miocardio), cioè un disequilibrio tra il fabbisogno di ossigeno e l’apporto di quest’ultimo attraverso il flusso di sangue. Il miocardio riceve sangue, e quindi l’ossigeno necessario per il suo metabolismo, attraverso le arterie coronarie, la cui ostruzione può scatenare una temporanea o persistente ischemia, e determinare quindi le manifestazioni cliniche della cardiopatia ischemica che includono l’angina pectoris, l’infarto miocardico e l’insufficienza cardiaca. La cardiopatia ischemica rappresenta la principale causa di morte nei paesi occidentali.

Sintomi della cardiopatia ischemica

Il sintomo più frequente e tipico della cardiopatia ischemica è il dolore toracico (angina pectoris o dolore anginoso), che si manifesta come una oppressione al petto e può irradiarsi al collo, alla mascella, al braccio sinistro o alla bocca dello stomaco. Le caratteristiche del dolore toracico (tipologia, durata, modalità di insorgenza e regressione, etc.) permettono di distinguere il dolore di origine cardiaca da quello provocato da altre cause. Altri sintomi della cardiopatia ischemia che possono accompagnare il dolore toracico includono mancanza di respiro, svenimento, nausea, vomito, sudorazione.

Diagnosi per cardiopatia ischemica

Le condizioni dell’apparato cardiovascolare possono essere valutate mediante numerosi esami strumentali che includono:

  • Elettrocardiogramma (ECG): registra l'attività elettrica del cuore e consente di individuare la presenza di anomalie suggestive di ischemia miocardica.
  • Prova da sforzo (test ergometrico): consiste nella registrazione di un elettrocardiogramma mentre il paziente compie un esercizio fisico, generalmente camminando su un tapis roulant o pedalando su una cyclette. Il test viene condotto secondo protocolli predefiniti, volti a valutare al meglio la riserva funzionale del circolo coronarico. Viene interrotto alla comparsa di sintomi, alterazioni ECG, pressione eccessivamente elevata, o una volta raggiunta l’attività massimale per quel paziente in assenza di segni e sintomi indicativi di ischemia.
  • Ecocardiogramma: esame ecografico che visualizza le strutture del cuore e il funzionamento delle sue parti mobili (miocardio, valvole). Le immagini possono essere raccolte anche dopo aver somministrato al paziente un farmaco che può scatenare un’eventuale ischemia (eco-stress), fornendo in quel caso informazioni preziose sulla capacità del cuore di contrarsi correttamente in corso di stress.
  • Coronarografia (angiografia coronarica): consente di visualizzare le coronarie attraverso l’iniezione di mezzo di contrasto al loro interno. L’esame viene effettuato in una sala radiologica in condizioni di sterilità. L’iniezione del mezzo di contrasto nelle coronarie viene eseguita attraverso cateteri inseriti a livello delle arterie del polso o dell’inguine.
  • Tomografia Computerizzata (TC): consente, attraverso la somministrazione di mezzo di contrasto per via endovenosa, di ricostruire il lume coronarico e ottenere informazioni sulla presenza di eventuali restringimenti.
  • Risonanza Magnetica Nucleare (RMN): consente la valutazione dettagliata della morfologia delle strutture del cuore e della funzione cardiaca.

Quali sono le cause della cardiopatia ischemica

La causa più frequente è l'aterosclerosi coronarica, cioè un accumulo di grassi all’interno della parete delle coronarie. Le placche aterosclerotiche causano un restringimento (stenosi) delle arterie riducendo il flusso di sangue, e quindi l’apporto di ossigeno e sostanze nutrienti al miocardio. Talvolta, le placche aterosclerotiche possono andare incontro a rottura con la formazione di coaguli di sangue (trombosi) che occludono rapidamente il vaso. L’occlusione di una coronaria si manifesta con l’infarto miocardico. Causa meno frequente invece sono gli spasmi coronarici, per cui si verificano spasmi della parete coronarica con conseguente riduzione del flusso di sangue.

Esistono fattori di rischio?

I fattori di rischio per lo sviluppo di aterosclerosi, e quindi di cardiopatia ischemica, comprendono:

Tali fattori di rischio sono modificabili, poiché ciascuno di essi può essere tenuto sotto controllo attraverso variazioni dello stile di vita o interventi farmacologici. Un ulteriore fattore di rischio non modificabile è la predisposizione genetica.

Si può prevenire?

Uno stile di vita attivo ed un’alimentazione sana ricca di frutta, verdura e pesce è cruciale per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Una terapia farmacologica può essere necessaria per un ottimale controllo dell’ipercolesterolemia, dell’ipertensione arteriosa e del diabete.

Trattamenti per la cardiopatia ischemica

Il trattamento della cardiopatia ischemica consiste nel ripristino del flusso sanguigno che si dirige al cuore attraverso una terapia farmacologica o con operazione di rivascolarizzazione. I farmaci utilizzati hanno diversi tipi di effetto, possono: favorire la vasodilatazione, evitare la formazione di accumuli di sangue che portano ai trombi, abbassare la pressione sanguinea e controllare il colesterolo. Quando invece si decide di intervenire con la chirurgia si utilizzano le tecniche di:

Questa tipologia di interventi si esegue in anestesia generale e spesso con l’ausilio di un macchinario extra-corporeo che supporti la circolazione.

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