Angina pectoris

Prof. Francesco Prati - Cardiologia

Pubblicato: 16/03/2016

Che cos’è l’angina pectoris?

Quando l’afflusso di sangue destinato al muscolo cardiaco non è sufficiente, si avverte un dolore o un fastidio al petto, questa è l’Angina Pectoris. Il muscolo del cuore ha bisogno di ossigeno, pertanto la sua carenza provoca gravi problemi di salute. Quindi, l’Angina Pectoris si manifesta come una pressione o dolore che opprime il petto e in alcuni casi è simile alla sensazione di indigestione.

Il dolore può comparire anche il altre parti del corpo:

  • Braccia
  • Collo
  • Mandibola
  • Dorso

La comparsa dell’Angina Pectoris è uno dei sintomi della malattia delle arterie coronarie, una delle patologie cardiovascolari più comuni.

Esistono tre tipi diversi di angina pectoris:

  •  Angina Stabile o da Sforzo: è la più frequente e si manifesta quando il muscolo cardiaco lavora più del dovuto. Questo tipo di angina segue uno schema regolare e viene trattata con riposo e medicinali;
  • Angina Instabile o Sindrome Pre-infartuale: questo tipo di angina può essere considerato come campanello d’allarme di un infarto quasi imminente. Si tratta del tipo più pericoloso di tutti, perché non segue uno schema preciso e può manifestarsi senza essersi sottoposti ad alcuno sforzo fisico;
  • Angina variante o di Prinzmetal: questo tipo di angina è meno frequente. Compare quando il paziente sta riposando.

Prognosi della malattia

Prima di cominciare a parlare di prognosi dell’Angina Pectoris, bisogna fare una distinzione tra il tipo di prognosi dell’Angina Stabile e quella dell’Angina Instabile.

La prognosi dell’Angina Stabile dipenderà dal funzionamento dei ventricoli (le camere inferiori del cuore) e dipende anche dalla gravità delle lesioni provocate dalla mancanza di afflusso sanguigno. Alcuni fattori di rischio possono essere:immagine con cuore e stetoscopio

  • Anatomia coronarica
  • Gravità dell’ischemia
  • Mal funzionamento del ventricolo sinistro
  • Presenza di aritmie

Per quanto riguarda l’Angina Instabile, essa si basa sull’incapacità di prevenire come si evolverà.  Un 2-5% dei pazienti muore il primo mese, mentre un 5-15% soffre di infarto del miocardio. Viste le circostanze, il paziente dovrà eseguire dei check-up continui a partire dal momento del suo ingresso al Pronto Soccorso.

Sintomi dell’Angina Pectoris

Tra i sintomi dell’Angina Pectoris, quello più frequente è il dolore al torace con sensazione di pressione forte e soffocante: di solito si manifesta nella zona posteriore dello sterno e a volte si estende al braccio sinistro o al destro. Il dolore al braccio può durare dai 2 ai 15 minuti.

In altri casi, invece, si può avvertire una sensazione di pesantezza o oppressione nell’area del petto, che però non si evolve in un dolore molto forte.

Altri sintomi caratteristici ma non sempre chiari includono:

  • Sensazione d’ansia o di morte in pochi minuti
  • Sudorazione intensa
  • Iperidrosi
  • Pallore
  • Nausea
  • Vomito

Diagnosi per l’Angina Pectoris

Il personale medico può effettuare diversi esami per diagnosticare correttamente un’Angina Pectoris:

Per completare questa procedura si può optare per una Radiografia del torace, una TAC del torace, un Angiografia coronarica per TAC, una RMN cardiaca, un’Angiografia coronarica, un Ecocardiogramma o un test da sforzo con immagini.

Quali sono le cause dell’Angina Pectoris?

L’Angina Pectoris è preceduta da una situazione di eccitazione fisica o emotiva. A volte, invece, può verificarsi dopo aver ingerito una grande quantità di cibo o dopo aver guidato la macchina nelle ore di punta. Un’altra causa può essere l’aver praticato esercizio fisico a basse temperature, in questi casi vi sono pazienti che avvertono una sensazione di sollievo nel passare da una zona fredda e una calda.

Nel caso in cui le arterie del cuore risultino colpite e non possano soddisfare la richiesta di sangue necessario al muscolo cardiaco, i nervi di quest’ultimo trasmettono messaggi sotto forma di dolore, come un allarme, al cervello.

Il dolore non dura più di 20 minuti, poiché il cervello si confonde e sente che i messaggi nervosi si estendono al braccio, al collo o alla mandibola.

Tuttavia esistono altri fattori di rischio che possono essere controllati e che possono anche aiutare la formazione delle placche di aterosclerosi:

Si può prevenire?

È importante ricordare che l’Angina Pectoris si manifesta quando si origina un’ostruzione coronarica, che nella maggior parte dei casi è dovuta a precedenti genetici su cui il paziente non ha alcun controllo.

Tuttavia, come è stato detto in precedenza, esistono dei fattori di rischio che condizionano la comparsa della patologia.

Se il paziente agisce per contrastare questi fattori, la patologia potrebbe progredire più lentamente e i sintomi ridursi.

Ecco quello che un paziente può fare se vuole ridurre la probabilità di soffrire di Angina Pectoris:

  • Smettere di fumare;
  • Fare sport in maniera moderata, ma regolare;
  • Mantenere livelli adeguati di pressione arteriosa, di colesterolo e di glucosio;
  • Evitare l’obesità e seguire un’alimentazione sana con uno stile di vita salutare.

Trattamenti per l’Angina Pectoris

Dato che l’Angina Pectoris è l’espressione di una patologia, è necessario trattare prima eventuali malattie predisponenti. Inoltre, è utile cambiare lo stile di vita ed eliminare i fattori di rischio.

Tuttavia, i trattamenti utilizzati includono:

  • Nitroglicerina: consiste nel dilatare le arterie coronariche. Grazie a ciò il dolore di solito si riduce da solo in alcuni minuti. Il trattamento consiste nel collocare una pasticca sotto la lingua o utilizzare uno spray. Tra gli effetti collaterali può esserci il mal di testa;
  • Calcio antagonisti o bloccanti dei canali del calcio: l’obiettivo di questo trattamento è impedire che il calcio entri nelle cellule del cuore. Grazie a ciò, diminuisce la tendenza che hanno le coronarie a ristringersi e il cuore compirà uno sforzo minore, necessitando così di meno ossigeno;
  • Betabloccanti: questo trattamento blocca l’effetto prodotto dall’adrenalina sull’organismo, ovvero, ne riduce l’effetto sul cuore. Grazie a ciò, il muscolo cardiaco avrà un battito più lento e meno potente e di conseguenza avrà bisogno di meno ossigeno e la pressione arteriosa diminuirà.

Se la situazione diventa grave, sarà necessario l’intervento che può essere chirurgico (Bypass Aortocoronarico) oppure per via percutanea (Angioplastica).

A quale specialista rivolgersi?

Il Cardiologo è lo specialista incaricato di trattare questo tipo di patologia. Prima di diagnosticare l’Angina Pectoris, il medico potrà rivolgere al paziente alcune domande.

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