Artrosi: la vecchiaia delle articolazioni

Autore: Dott. Riccardo Lo Cascio
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

L’artrosi può essere definita come la “vecchiaia delle articolazioni”. Con il passare del tempo la cartilagine si assottiglia, perde qualità e le superfici articolari si deformano. Ne abbiamo parlato con il Dott. Riccardo Lo Cascio, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Palermo

Quali sono i principali fattori di rischio che favoriscono l’artrosi?

Alcune circostanze favoriscono l’instaurarsi di un’artrosi precoce, quali le fratture articolari, il sovrappeso, le malattie immuno-Donna anzianareumatologiche e una predisposizione anatomicaindividuale.

Ne consegue dolore e diminuzione del movimento.

Come si manifesta la patologia?

Inizialmente la sintomatologia (non la malattia) è reversibile con terapia antinfiammatoria, fisioterapia, lavaggi articolari e infiltrazioni di acido ialuronico e/o tessuto adiposo autologo purificato.

Negli stadi avanzati l’artrosi delle grandi articolazioni è fortemente invalidante:

  1. La spalla artrosica non permette di alzare la mano sopra il livello della spalla e rende impossibili tutte le attività overhead (prendere oggetti riposti in alto, pettinarsi, farsi lo shampoo, etc.);
  2. L’arto inferiore artrosico (anca e/o ginocchio) rende problematica se non impossibile la deambulazione e gesti semplici della vita quotidiana come indossare le calze, accavallare le gambe, inginocchiarsi e alzarsi da seduti.

La diagnosi è clinica (visita ortopedica) e radiografica (radiografia standard in 2 proiezioni).

Negli stadi avanzati il trattamento di scelta è la sostituzione protesica.

Esistono diversi modelli protesici che si differenziano per tipo di materiali e il design.

Ogni protesi ha delle peculiarità e non esiste la protesi ideale in assoluto ma quella più adeguata al paziente e alla deformità articolare da trattare.

Cosa prevede la fase pre-operatoria?

Nella pianificazione dell’intervento di protesizzazione il chirurgo solitamente richiede degli esami specifici integrativi (la TC per la spalla e le radiografie degli arti inferiori interi per il ginocchio).

Gli interventi di protesizzazione, salvo complicanze, danno grande soddisfazione al paziente al chirurgo.

Il paziente infatti è già in grado di camminare (o muovere l’arto superiore nel caso della spalla) dal giorno dopo l’intervento ed è dimissibile in 2/3 giorni anche se continuerà la fisioterapia al proprio domicilio.

Dott. Riccardo Lo Cascio
Ortopedia e Traumatologia

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