Caratteristiche e trattamento dei tumori orbitari

Autore: Prof. Giulio Bonavolontà
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Editor: Top Doctors®

L’orbita oculare, la cavità ossea che contiene l’occhio e i suoi annessi, può essere colpita da lesioni tumorali. Il Prof. Giulio Bonavolontà, esperto in Oculistica a Napoli, specializzato nel trattamento dei tumori oculari, ci spiega le caratteristiche di questo tipo di neoplasie

 

 

1) Che cos’è l’orbita?

L’orbita è la cavità ossea che protegge l’occhio, ed è costituita da sette ossa diverse del cranio e della faccia. Le due cavità oculari, destra e sinistra, si trovano ai lati del naso e, oltre all’occhio stesso, contengono le ghiandole lacrimali e le vie di deflusso delle lacrime, i muscoli oculari, il grasso di protezione del bulbo oculare e il nervo ottico.

 

2) Caratteristiche dei tumori orbitari

Tutte queste strutture, più i vasi sanguigni e i nervi che le irrorano e le sensibilizzano, possono degenerare in altrettante lesioni tumorali. Fortunatamente, la gran parte di questi tumori sono benigni, ma possono comunque creare danni all'apparato visivo. Quelli maligni, invece, possono anche risultati letali se non diagnosticati in tempo e trattati appropriatamente.

 

3) Quali sono i sintomi più comuni dei tumori orbitari?

Il sintomo più comune è l’esoftalmo, cioè lo spostamento del bulbo oculare in avanti. In alcuni casi, il bulbo oculare si sposta di lato: in questo caso è più opportuno parlare di proptosi. A volte, coesistono anche segni infiammatori con dolore e disturbi visivi.

 

4) Come si diagnostica un tumore dell’orbita?

Quando si ha il sospetto di un tumore orbitario, si deve subito richiedere una tomografia computerizzata e, in seconda battuta, una risonanza magnetica. Questi due esami sono quasi sempre sufficienti a confermare il sospetto e indirizzano verso i successivi passaggi diagnostici e/o terapeutici. Questi ultimi possono consistere in una biopsia o, se la diagnosi è abbastanza chiara, in un intervento chirurgico di asportazione della lesione.

 

5) Come viene trattato un tumore orbitario?

Vi sono comunque situazioni specifiche in cui può essere consigliato solo un follow-up, specialmente se la lesione è piccola, stabile e posta in una zona in cui la rimozione chirurgica potrebbe essere pericolosa per la funzione visiva.

Nella stragrande maggioranza dei casi, un Chirurgo Orbitario esperto riesce a rimuovere un tumore orbitario senza dover aprire il cranio e senza richiedere l’intervento di un Neurochirurgo, con interventi poco invasivi che hanno il nome di orbitotomie. Queste ultime consentono di entrare nello spazio retrobulbare attraverso piccole incisioni: si creano dei piccoli sportelli ossei lateralmente, sull’arcata zigomatica. In altri casi, addirittura, si può evitare questa procedura, effettuando delle incisioni nascoste nelle pieghe palpebrali. Sono, invece, più rare le indicazioni per una via d’accesso chirurgica attraverso la congiuntiva (la membrana che ricopre il bulbo oculare e la parte interna della palpebra).

Nel caso di gravi forme tumorali, che rappresentino un rischio per la vita del paziente, è ancora oggi possibile trovarsi di fronte a situazioni che impongano il sacrificio dell’occhio. Con il progredire delle nuove frontiere della chemioterapia e della radioterapia, però, questa necessità è divenuta rara.

 

Editor Karin Mosca

Prof. Giulio Bonavolontà
Oculistica

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