Chirurgia Plastica e Ricostruttiva: tutti gli impieghi e i vantaggi

Autore: Dott. Alessandro Mero
Pubblicato:
Editor: Top Doctors®

Il Dott. Alessandro Mero, esperto in Chirurgia Generale a Roma, ci parla degli impieghi della Chirurgia Plastica nella ricostruzione di strutture anatomiche a seguito di traumi o neoplasie.

Che cosa si intende per Chirurgia Plastica e Ricostruttiva?

La Chirurgia Plastica e Ricostruttiva è una branca della Chirurgia che si propone di ricostruire strutture mancanti. La causa di queste ultime è molteplice, dipendendo da traumi, neoplasie o altro. La ricostruzione ha un aspetto anatomico e funzionale, ma non endocrinologico: esempio classico è la ricostruzione della mammella, con le sue caratteristiche di forma e di annessi, incapace tuttavia di svolgere la funzione di secrezione lattea. La Chirurgia Plastica e Ricostruttiva è una specializzazione chirurgica che può essere applicata sull’intera superficie corporea, sia per i tessuti superficiali che per quelli profondi.

Come avviene l’intervento?

La Chirurgia Plastica e Ricostruttiva si basa sull’applicazione di molteplici atti tecnici, che, integrati e correlati tra di loro, permettono di ottenere risultati straordinari. Gli elementi tecnici di base, anche storicamente parlando, sono gli innesti e i lembi: per innesto, s’intende una porzione di tessuto biologico totalmente distaccata dalla normale vascolarizzazione. Tale porzione viene innestata su un letto chirurgico perfettamente vascolarizzato (caso evidentissimo è quello delle perdite di sostanza cutanea di ampia superficie, le quali sono ricoperte di pelle mediante gli innesti stessi). Il lembo è, invece, una porzione di tessuto che rimane provvista di una radice vascolare di nutrimento, che va a coprire e a rivitalizzare un tessuto scarsamente vascolarizzato. In questo modo, il lembo vascolarizzato permette e facilita la sopravvivenza dei tessuti sottostanti, apportando anche la copertura cutanea. Debbono inoltre essere considerati molto importanti i lembi muscolari e quelli mio-cutanei. Questi due tipi di lembo hanno permesso alla Chirurgia Plastica e Ricostruttiva moderna di fare grossi passi avanti, permettendo la copertura di ampie zone carenti di tessuto molle per trauma o per neoplasia, salvando dall’amputazione arti o chiudendo cavità craniche, toraciche e addominali: la relativa applicazione chirurgica ha permesso la sopravvivenza di tante persone destinate alla morte. Per esempio, il lembo mio-cutaneo del gemello mediale dell’arto inferiore permette di coprire e di consolidare fratture di tibia e perone, che, nel passato, sarebbero andate sicuramente incontro ad amputazione. Anche nel caso del lembo muscolare del grande dorsale, la Chirurgia Plastica e Ricostruttiva permette di chiudere ampie perdite di sostanza molle e ossea della parete costale stessa.

Quali risultati si possono ottenere?

Per fare alcuni esempi, la ricostruzione della parete addominale utilizza lembi muscolari e incisioni di detensione, oltre all’applicazione contestuale di una protesi di polipropilene. Nel trattamento chirurgico delle varici, la possibilità della bonifica completa dei “gomitoli” varicosi è possibile grazie alla confezione di ampi lembi cutanei, che scoprono completamente le zone sottostanti e che garantiscono una perfetta toilette chirurgica dei suddetti gomitoli. In conclusione, le tecniche di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, applicate a patologie di Chirurgia generale o vascolare permettono al chirurgo di ottenere risultati enormemente migliori.

Dott. Alessandro Mero
Chirurgia generale

Vedi il profilo

Valutazione generale del paziente


Utilizziamo cookies propri e di terzi per offrire una miglior esperienza e un miglior servizio. Utilizzando questo sito ne accetta l'uso. Continuare Politica dei cookies