Conservare gli ovociti con il Social Freezing

Autore: Dott. Domenico Carone
Pubblicato:
Editor: Jennifer Verta

Quando la riserva ovarica è geneticamente scarsa o esiste familiarità con menopausa precoce, è indicato informarsi sulla possibilità di usufruire del Social Freezing. Ce ne parla il Dott. Domenico Carone, esperto in Ginecologia a Bari

Che cos’è il Social Freezing?

Il Social Freezing, più comunemente noto come crioconservazione degli ovociti, è una tecnica con la quale i gameti femminili vengono prelevati e conservati per essere impiegati nel futuro in metodiche di procreazione assistita. È una tecnica di cui usufruiscono solitamente le donne che desiderano posticipare la gravidanza, in un’età in cui è scientificamente provato che la fertilità diminuisce, o colore che hanno familiarità con menopausa precoce, ovvero un alto rischio genericamente predittivo di precoce esaurimento della riserva ovarica.

Per chi è indicato il trattamento?

Il trattamento viene valutato nel corso di un incontro con specialisti di Procreazione Assistita che sapranno consigliare al meglio i pazienti e risolvere i loro dubbi. Non esistono particolari patologie che impediscano il prelievo di ovociti. In caso di patologie quali diabete o pressione arteriosa elevata è opportuno, però, tenere sotto controllo le problematiche. Affinché il trattamento possa avere successo al momento dell’impiego nel futuro è però fondamentale che il campione prelevato sia adeguato e gli ovociti di buona qualità. Questo dipenderà da vari fattori tra cui l’età della donna e la stessa riserva ovarica di cui essa dispone.

Come avviene la procedura di crioconservazione?

La crioconservazione è l’ultimo step nel processo di raccolta e conservazione del campione di ovociti dalla donna. Il prelievo si esegue per via transvaginale sotto sedazione lieve in regime ambulatoriale e gli ovociti raccolti vengono congelati in azoto liquido. Tuttavia, prima di ciò è necessario eseguire alcune prove. In primo luogo si eseguiranno test, come il dosaggio ormonale e l’ecografia transvaginale, per controllare la conta dei follicoli antrali (AFC). A questo punto si impiegherà una terapia ormonale il cui scopo è far maturare più follicoli allo stesso tempo e a cui seguiranno ulteriori ecografie (in genere due/tre) per valutare le caratteristiche dei follicoli ed i livelli ormonali, specialmente di estradiolo ed LH. L’intervento di aspirazione follicolare non supera generalmente i 10 minuti e dopo circa due ore la paziente potrà tornare a casa. Nelle ore successive permane solo una lieve dolenzia e tensione addominale che recede entro due ore dal prelievo ovocitario.

Il Social Freezing è una procedura pericolosa?

Tutti i passaggi che precedono la crioconservazione vengono eseguiti sotto sedazione, non causando perciò particolari disturbi. Inoltre, le pazienti che si sottopongono a crioconservazione ovocitaria vengono sottoposte ad adeguato screening infettivologico genetico ed oncologico prima di intraprendere la procedura. Il rischio di sviluppare una sindrome da iperstimolazione ovarica è oggi escluso attraverso l’impiego di protocolli di induzione della poliovulazione dedicati.

Dott. Domenico Carone
Ginecologia e Ostetricia

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