Considerazioni nei sintomi e cura degli attacchi di panico

Autore: Dott. Roberto Gianni
Pubblicato:
Editor: Monica Fato

Il Dott. Roberto Gianni illustra i risvolti che la pandemia ha avuto sulla popolazione in relazione all’insorgenza dei disturbi d’ansia e dei disturbi da panico. Scopriamo insieme quali sono i fattori scatenati, i sintomi e le cure

I disturbi d’ansia all’epoca della pandemia

La pandemia, che ha condizionato l’esistenza delle popolazioni negli ultimi due anni, hadon't panic determinato l’aumento di soggetti che hanno sofferto di attacchi di panico, in particolare nei soggetti giovani e di media età.

Verosimile che il cambiamento di abitudini di vita e di comportamenti, con perdita di punti di riferimento abituali e riduzione delle frequentazioni sociali, abbia sensibilmente contribuito a questo aumento di disturbi d’ansia.

Più probabile è che abbia risvegliato in un grande numero di individui la paura della morte, che ogni essere umano porta in sé, consapevole o meno, quale limite per eccellenza che caratterizza la dimensione umana che non è eterna come Dio, anzi ne rappresenta la prioritaria differenza e costituisce la ferita narcisistica dell’essere umano che sa che la vita ha un limite.

Cosa sono il panico e la paura?

Il Disturbo da Panico deve essere distinto dal disturbo d’ansia, in quanto le due emozioni, il panico e l’ansia hanno caratteristiche molto diverse:

L’ansia è l’emozione che l’individuo prova rispetto ad un avvenimento futuro di cui non sa ancora quale sarà il risultato in quanto l’esito dipende da qualcosa o qualcun altro, come nella situazione di un’interrogazione o esame, per il quale l’interessato pur essendosi preparato non sa quale sarà l’esito in quanto il risultato dipenderà anche dalle domande che l’insegnante gli proporrà.

Il panico, cioè la paura, è un’emozione di risposta ad una minaccia imminente, reale o immaginata.

Il disturbo da panico è infatti la paura della paura.

Questo fenomeno di carattere patologico insorge in un tempo piuttosto breve (pochi minuti), il paziente lo sente arrivare, anche se inaspettato.

È stato rilevato e studiato, in occasione dei bombardamenti durante la guerra, che il suono delle sirene che avvisavano di rifugiarsi induceva nella popolazione la paura della paura. Emozione che avevano provato in occasione di precedenti episodi di bombardamenti durante i quali, rinchiusi nei rifugi, avevano provato molta paura che le bombe colpissero il rifugio.

Quali sono i sintomi del disturbo da panico?

Il disturbo di panico durante l’attacco presenta frequentemente altri sintomi quali:

  • Palpitazione, cardiopalmo e tachiardia;
  • Sudorazione;
  • Tremori fini o a grandi scosse;
  • Dispnea o sensazioni di soffocamento;
  • Sensazioni di asfissia;
  • Dolori o fastidi al petto;
  • Nausea o disturbi addominali;
  • Sensazioni di vertigine, di instabilità, di testa leggera o di svenimento;
  • Brividi o vampate di calore;
  • Sensazioni di torpore o di formicolio;
  • Derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da sé stessi);
  • Paura di perdere il controllo o di “impazzire”;
  • Paura di morire.

Il Disturbo di Panico ha carattere accessuale, in altre parole si manifesta con attacchi ricorrenti, come l’emicrania, e questo aspetto è decisivo rispetto al tipo di cure e a come assumerle. Infatti, una caratteristica costante dei disturbi accessuali è rappresentata dal fatto che più attacchi subentreranno sempre più aumenteranno, mentre meno ne verranno più gli attacchi tenderanno a diminuire progressivamente.

Esiste una cura?

L’aspetto accessuale del disturbo da panico impone che le cure, in particolare quelle farmacologiche, sia ad un livello di somministrazione tale da evitare che si sviluppino attacchi di panico e che il trattamento sia di profilassi, cioè prolungato, per mantenere l’assenza di accessi, così meno attacchi si sviluppano ancor meno nel futuro si manifesteranno.

La terapia più rapida è quella farmacologica con antidepressivi associata a colloqui psicoterapici di sostegno ad orientamento psicodinamico o cognitivo-comportamentale.

Dott. Roberto Gianni
Psichiatria

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