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Cosa si sa del Coronavirus?

Autore: Prof. Antonio Cascio
Pubblicato: | Aggiornato: 23/03/2020
Editor: Antonietta Rizzotti

I coronavirus sono grandi virus rivestiti da una membrana glicoproteica da cui fuoriescono delle protuberanze e che al microscopio elettronico appaiono con forma simile ad una corona. Ne parla il Prof. Antonio Cascio, esperto in Infettivologia a Palermo

Caratteristiche principali

Esistono quattro sottogruppi principali di coronavirus, noti come:Coronavirus

  • Alfa
  • Beta
  • Gamma
  • Delta

Moltissimi coronavirus provocano infezioni respiratorie ed enteriche in vari animali (suini, volatili, bovini, pipistrelli, piccoli mammiferi, cammelli, suini, cani, cavalli). Raramente i coronavirus che infettano gli animali possono mutare e diventare patogeni per l’uomo.

Al momento si conoscono 7 coronavirus patogeni per l’uomo di cui 4 ampiamenti presenti in tutto il mondo scoperti negli anni ‘60 (identificati con le seguenti sigle: 229E, NL63, OC43, HKU1) che causano patologie lievi a carico delle alte e basse vie respiratorie (dal raffreddore comune alla polmonite).

Gli altri tre, di origine animale, sono:

  • SARS-CoV (beta coronavirus che causa grave sindrome respiratoria acuta o SARS);
  • MERS-CoV (beta coronavirus che causa la sindrome respiratoria del Medio Oriente o MERS);
  • 2019-nCoV (nuovo coronavirus 2019) di cui ci stiamo occupando e che sembra somigliare molto alla SARS anche se sembra essere più contagioso, ma fortunatamente molto meno grave.

Come avviene la trasmissione?

La principale via di trasmissione dei coronavirus è identica a quella dell’influenza, attraverso le secrezioni respiratorie (goccioline emesse con tosse e starnuti). Per molti coronavirus animali si ritiene possibile la trasmissione per via fecale-orale (potendosi replicare sia nelle cellule del tratto respiratorio che di quello gastrointestinale), non ci sono ancora dati certi relativamente al 2019-nCoV nell’uomo.

I coronavirus possono sopravvivere su superfici inanimate, in sospensione o come aerosol. La generazione di aerosol, in particolare negli ospedali potrebbe avere un ruolo molto importante per le infezioni nosocomiali.Coronavirus persona

Si tratta di una reale emergenza infettivologica di proporzioni planetarie che dovremmo riuscire a contenere al più presto.”

Il 2019-nCoV è stato rilevato per la prima volta nella città di Wuhan. Sembra che inizialmente molti soggetti infetti abbiano frequentato un mercato in cui animali selvatici vivi come pipistrelli, maiali e serpenti si possono trovare vicini ad animali da allevamento e frutti di mare.

Dagli ultimi studi, sembrerebbe che il nuovo coronavirus possa essere derivato da una combinazione di un coronavirus proveniente da pipistrelli e rettili e che successivamente è stato trasmesso all’uomo ed è diventato capace di trasmettersi anche da persona a persona.

Il nuovo coronavirus avrebbe così fatto il cosiddetto “salto di specie”.

Misurazione della la temperatura corporea: è davvero utile?

La misurazione della temperatura nei pazienti con sintomi respiratori provenienti da una zona endemica è importante perché favorisce una diagnosi precoce. Attualmente è l’unico mezzo disponibile. Il periodo di incubazione sembra vada da 2 a 14 giorni.

Cosa si può fare, al momento, per chi è infetto?

Terapia di supporto: idratazione e ossigeno. Gli antibiotici dovranno essere usati in caso di sovrainfezioni batteriche.

Cosa possiamo fare per proteggerci?

Dobbiamo evitare tutte le persone provenienti dalle zone endemiche se presentano sintomatologia a carico delle vie respiratorie. Per tali persone è previsto l’isolamento domiciliare. Inoltre, è necessario:

  • Incoraggiare la vaccinazione per l’influenza;
  • Fare indossare le mascherine chirurgiche ai pazienti, I medici dovranno usare adeguati dispositivi di protezione.

Essendo uno specialista in Malattie Infettive, ha qualche informazione in più da poterci dare?

Al momento, la maggior parte delle informazioni relative al virus sono state già ampiamente trattate, si spera che ben presto possa parlarsi anche di un vaccino.

 

 

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Prof. Antonio Cascio
Malattie infettive

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