Da cosa è provocato il gonfiore addominale?

Autore: Dott. Enzo Masci
Pubblicato: | Aggiornato: 18/11/2018
Editor: Top Doctors®

Il gonfiore addominale è uno dei disturbi gastrointestinali più diffusi, specialmente tra le donne. Il Dott. Enzo Masci, esperto in Gastroenterologia a Milano, ci spiega le cause dello stomaco gonfio

 

 

Cosa si intende per stomaco gonfio?

Con “gonfiore addominale” si definisce una sensazione di aumento della pressione addominale, che può essere accompagnata da distensione addominale. Può interessare solo la parte superiore dell'addome o tutti i quadranti addominali. Si può associare spesso ad altri sintomi quali nausea, dolore/fastidio e aerofagia: in questo caso viene definito dispepsia. Se il gonfiore interessa anche i quadranti inferiori e si associa a disturbi dell'alvo (diarrea o stitichezza) e meteorismo, rientra nella sindrome del colon irritabile (più nota come colite spastica).

La dispepsia e il colon irritabile sono tra i più rilevanti problemi clinici che il medico generico e lo specialista incontrano quotidianamente, sia per l'elevata frequenza nella popolazione, sia per il rischio potenziale che costituisca la manifestazione clinica di malattia molto gravi come le neoplasie gastriche, pancreatiche e coliche. Tuttavia, questi tumori rappresentano solo l’1% dei casi.

Studi effettuati in Italia, Europa e USA suggeriscono una prevalenza della dispepsia e del colon irritabile, nella popolazione generale che oscilla tra il 20 e il 40%.

 

Quali sono le cause dello stomaco gonfio?

La maggior parte dei pazienti dispeptici non è affetta da malattie organiche: si tratta pertanto di dispepsia funzionale, ed è generalmente indicativa di un disturbo dello svuotamento gastrico, in cui il sintomo predominante è il fastidio ai quadranti superiori. La celiachia (intolleranza al glutine) ed altre cause di malassorbimento si possono, però, manifestare con gonfiore e distensione addominale.

A volte un'eccessiva ingestione di cibi o di bevande gasate può essere causa di gonfiore, ma in condizioni normali il nostro intestino riesce tranquillamente ad assorbire i cibi e i gas. Un'alterata peristalsi (la contrazione dei muscoli dell’apparato digerente) può determinare l’accumulo di gas insieme agli altri contenuti intestinali: se associata ad una maggiore sensibilità viscerale, determina la sensazione di gonfiore addominale.

Lo stato psicologico (stress ed ansia) modula a livello del sistema nervoso centrale la ricezione degli stimoli derivanti dall'intestino. Per questo motivo, momenti di ansia e stress aumentano il nostro fastidio quando l'intestino viene disteso da cibi e gas. Nelle donne, poi, il ciclo mestruale aumenta ulteriormente questa sensibilità.

 

Stomaco gonfio: quando sono necessari degli accertamenti?

Accertamenti diagnostici sono generalmente necessari in pazienti di età superiore ai 45 anni, in particolare se non è mai stata effettuata una endoscopia, in presenza di “segni di allarme”: anemia, calo ponderale non spiegato, vomito ricorrente, disfagia (disturbo della deglutizione), masse addominali, sanguinamento GI (emorragia del tratto gastrointestinale). Vanno considerati con maggiore attenzione i pazienti con consumo regolare di aspirina e/o antinfiammatori. Sono a maggior rischio per una malattia organica i pazienti che presentano casi di cancro in famiglia o con pregressa ulcera peptica.

La mancata risposta della sintomatologia ad un adeguato ciclo terapeutico o una rapida recidiva dei sintomi alla sospensione della terapia sono altri segnali a cui prestare attenzione.

 

Come si tratta lo stomaco gonfio?

In pazienti con età superiore ai 45 anni senza sintomi di allarme è in genere indicato un ciclo di terapia sintomatica. Nei pazienti che rispondono a questo trattamento non sono necessari ulteriori accertamenti.

Ai pazienti che non rispondono alla terapia, o a cui i sintomi si ripresentano dopo sospensione della terapia, si consiglia di eseguire un esame endoscopico o, alla luce dell'importanza dell'infezione da H pylori nella patogenesi delle malattie del tratto GI superiore, è stato suggerito di ricercare la presenza di infezione da H pylori mediante test non invasivo (esame sierologico, fecale o breath-test all'urea).

Alcuni suggerimenti dietetici, come ridurre i cibi che maggiormente fermentano (lattosio, fruttosio, fruttani, sorbitolo, mannitolo), possono ridurre il gonfiore. Sfortunatamente, però, queste sostanze sono quelle che costituiscono il cibo per la flora batterica intestinale, che quindi con diete a lungo termine di questo tipo può venire modificata. Considerando che la fermentazione dei residui di cibo da parte della flora batterica intestinale è la maggior fonte di produzione di gas, la modulazione della flora batterica può ridurre il gonfiore addominale: questo può essere fatto con l'uso di antibiotici intestinali e la somministrazione di probiotici.

 

Editor Karin Mosca

Dott. Enzo Masci
Gastroenterologia

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