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Epatite C e malattie cardiache: qual è la relazione?

L’epatite C è una patologia provocata dal virus HCV in grado di infettare il fegato, ma quali sono le ripercussioni sull’apparato cardiaco? Facciamo chiarezza con il Dott. Antonio Solano, Epatologo a Napoli

Che relazione sussiste tra l’epatite C e le malattie cardiache? Ci sono delle prove che testimoniano questo rapporto diretto?

Si suole pensare che il virus dell’epatite C possa danneggiare solo il fegato, ma in realtà non è così: secondo la World Health Organization, circa il 74% dei pazienti colpiti dal virus HCV riscontrano problemi extraepatici, tra cui le malattie cardiache.

In questi casi l’associazione non è del tutto evidente, ma è molto probabile che ci sia un legame tra la malattia e l’accumulo di placche nelle arterie, che può portare come diretta conseguenza a ictus e attacchi di cuore.

Dopo numerosi studi è stato poi comprovato che chi si trova affetto da epatite C ha un rischio maggiore di riscontrare malattie cardiovascolari e il rischio di mortalità correlato a queste malattie aumenta di 1.5 volte. Secondo i dati studio osservazionale Piter, è poi risultato che nei soggetti HCV positivi il 30% della popolazione italiana ha accusato alterazioni cardiovascolari.

 

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 Il rischio di malattie cardiache è maggiore in presenza di altri fattori di rischio?

Se l’infezione da HCV sembrerebbe essere un nuovo fattore di rischio cardiovascolare, ci sono altri fattori di rischio più tradizionali che possono condurre a malattie cardiache: diabete (il rischio va dal 13 al 50%) e ipertensione (dal 40 al 50%).

Quali sono le terapie utili per i pazienti con epatite C? Ci sono novità dalla ricerca?

La scelta della terapia adeguata varia dopo aver valutato gli esami diagnostici.

Esistono diverse terapie possibili e negli ultimi anni sono stati fatti grandi passi avanti. Nel 2016 sono state autorizzate tre terapie di combinazione (Epclusa, Maviret e Zepatier) che appartengono a una nuova generazione di farmaci (antivirali ad azione diretta) per l’infezione cronica da HCV, che hanno rivoluzionato i trattamenti per questa patologia con percentuali elevate di cura. Questi farmaci bloccano l'azione delle proteine, che sono essenziali per la replicazione virale.

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) è costantemente al lavoro per sperimentare nuovi farmaci e attualmente sta sottoponendo a monitoraggio nuovi farmaci ad azione antivirale diretta di seconda generazione (DAAs).

Quanto è importante fare lo screening per l’epatite C?

Effettuare uno screening per l’epatite C è di fondamentale importanza per individuare la malattia, dato che la maggior parte delle persone che lo contraggono non avverte alcun sintomo o avverte solo sintomi generali come depressione o stanchezza cronica.

Lo screening permette dunque di individuare precocemente la malattia e quindi avere maggiori possibilità di agire per tempo.

 

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