Epatite C: tutto quello che non sai!

Autore: Dott. Giovanni Galati
Pubblicato: | Aggiornato: 08/04/2021
Editor: Antonietta Rizzotti

L’epatite C è stata per anni la causa principale di malattia di fegato in Italia, con una prevalenza fra 1-3 % ed un gradiente positivo di diffusione dal nord al sud, sino a toccare punte ben più significative in alcune aree. Ne parla il Dott. Giovanni Galati, esperto in Medicina Interna a Roma

Quali sono le cause dell’epatite C?

È provocata da un virus ad RNA appartenente alla famiglia delle Flaviviridae. Si trasmette fondamentalmente con sangue e derivatiDonna con dolore al fianco del sangue (politrasfusi), utilizzo di strumentario o aghi infetti. È un virus che provoca un danno prevalentemente diretto alle cellule epatiche, anche se si correla a numerose patologie extra-epatiche.

Come si manifesta?

Come tutte le patologie del fegato spesso non ci sono sintomi specifici se non in caso di epatite acuta (ittero) o nella fase avanzata di malattia nota come cirrosi. Tuttavia, la maggior parte dei pazienti presenta elevazione delle transaminasi e, in esame ecografico epatico alcuni segni aspecifici di malattia. In particolare possono individuarsi alcuni “linfonodi”, ovvero ghiandole infiammatorie benigne, segno di epatite attiva. La diagnosi è semplice, basta un test sierologico (ricerca di anticorpi anti HCV) e più recentemente un test rapido sulla saliva. In caso di positività il risultato va confermato con esame di secondo livello, quantificazione della viremia (HCV-RNA) e genotipo (esistono ben 6 differenti genotipi del virus).

È possibile prevenire l’epatite C?

La trasmissione dell’epatite C è prevenibile con adeguato screening di popolazione, individuando le persone a rischio. Attualmente, grazie anche all’introduzione di nuovi farmaci antivirali, la diffusione del virus è limitata solo a ristretti contesti epidemiologici. Una corretta sterilizzazione di aghi (si pensi anche ai tatuaggi) e strumentario chirurgico, lo screening di donazioni di sangue nonché le dovute attenzioni in caso di rapporti sessuali promiscui sono la strategia per limitare la diffusione del virus.

Come si può curare?

Attualmente l’epatite C, benché rivesta un problema di salute mondiale soprattutto per il limitato accesso alle cure in alcuni paesi in via di sviluppo, rappresenta un’emergenza sanitaria che è possibile controllare. Le cure antivirali infatti, ben lontane ormai dall’utilizzo di schemi terapeutici basati sull’utilizzo dell’interferone, che esponevano i pazienti a gravi effetti collaterali ed hanno allontanato per tanto tempo molti malati dalle cure, sono rappresentate da una o più molecole in associazione, capaci di bloccare la replicazione virale direttamente. Ciò è possibile con l’assunzione di “semplici” pillole (alcuni schemi prevedono addirittura una sola compressa al giorno) e praticamente senza alcun effetto collaterale significativo.

Dott. Giovanni Galati
Medicina interna

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