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Esami diagnostici per lo studio del pavimento pelvico in Neuroperineologia

Dopo una prima introduzione su Neuroperineologia: un'area di interesse neurologico importante e necessaria, continuamo ad approfondire l'approccio alla diagnostica del pavimento pelvico. Lo studio del pavimento pelvico richiede un approccio multidisciplinare che integri esami ecografici, radiologici, endoscopici e funzionali, al fine di valutare strutture anatomiche, muscolatura e innervazione dell’area pelvi-perineale.

Tra gli esami utilizzati rientrano l’ecografia del nervo pudendo e del pavimento pelvico e l’ecografia genitale, utili per lo studio morfologico delle strutture perineali e genitali.

Altri esami diagnostici per lo studio del pavimento pelvico

Particolare rilievo riveste l’Eco-Color Doppler penieno basale e dinamico, esame non invasivo impiegato in andrologia per analizzare vascolarizzazione e anatomia del pene.

La fase basale (senza farmaci) consente la valutazione morfologica dei corpi cavernosi, individuando eventuali placche fibrose come nella Malattia di La Peyronie, calcificazioni o esiti cicatriziali, studiando il flusso ematico in condizioni di flaccidità.

La fase dinamica (con farmaci vasoattivi) prevede l’iniezione intracavernosa di sostanze come papaverina o Alprostadil per indurre un’erezione farmacologica. In questa fase si analizzano la velocità del flusso arterioso, la dilatazione delle arterie cavernose e l’eventuale presenza di fughe venose. L’esame è generalmente ben tollerato, rapido e fondamentale per una diagnosi precisa della disfunzione erettile di origine vascolare.

L’ecografia anale tridimensionale (3D EAUS) è un esame avanzato che utilizza una sonda rotante per ottenere immagini ad alta definizione del canale anale, del retto e del pavimento pelvico. È essenziale nello studio di ascessi, fistole, incontinenza fecale e neoplasie anorettali.

La rettosigmoidoscopia ambulatoriale è un esame endoscopico che analizza retto e sigma (ultimi 50-60 cm dell’intestino). È indicata in caso di sanguinamenti, dolore o per screening. Consente di diagnosticare polipi, diverticoli, emorroidi e patologie infiammatorie come la Colite ulcerosa, permettendo anche l’esecuzione di biopsie. Non richiede sedazione né preparazioni complesse, ma solo un clistere evacuativo.

La risonanza magnetica del pavimento pelvico è indicata nei sospetti di lesioni nervose o compressioni post-traumatiche o post-chirurgiche. Particolare attenzione viene rivolta al Canale di Alcock, sede frequente di intrappolamento del nervo pudendo, responsabile di dolore pelvico cronico che spesso peggiora in posizione seduta.

La defecografia è un esame radiologico dinamico che studia in tempo reale la meccanica dell’evacuazione tramite mezzo di contrasto. Permette di diagnosticare rettocele, prolasso rettale, discesa del perineo, dissinergie retto-anali e stipsi ostruita, valutando il corretto rilassamento del muscolo puborettale e l’apertura dell’angolo anorettale.

La manometria ano-rettale è un esame funzionale che misura le pressioni degli sfinteri anali, la sensibilità rettale e i riflessi. È indicata in caso di incontinenza fecale, stipsi cronica, sospetta dissinergia defecatoria e nel follow-up pre e post-operatorio. È indolore, non richiede sedazione e prevede l’introduzione di una sottile sonda nel canale anale.

L’Rx del transito intestinale con marcatori radiopachi consente di distinguere la stipsi da rallentato transito dalla defecazione ostruita. Il paziente ingerisce marcatori visibili ai raggi X e nei giorni successivi si esegue una radiografia addominale per valutarne numero e distribuzione residua.

Le prove urodinamiche comprendono uroflussometria, cistomanometria, studio pressione-flusso, profilometria uretrale ed elettromiografia dei muscoli perineali. Questi test sono fondamentali per lo studio dell’incontinenza urinaria, della ritenzione non ostruttiva e dei disturbi della minzione.

Trattamenti delle disfunzioni del pavimento pelvico

Le opzioni terapeutiche comprendono riabilitazione del pavimento pelvico, terapia farmacologica per il dolore neuropatico, infiltrazioni mirate sul nervo pudendo o sulla spina ischiatica sotto guida ecografica o radiologica.

Nei casi selezionati può essere indicata la Neuromodulazione sacrale, utilizzata nel trattamento dell’incontinenza urinaria e fecale, della ritenzione non ostruttiva e di alcune sindromi dolorose pelvi-perineali.

La visita neuroperineologica, e in cosa consiste

La visita neuroperineologica rappresenta un momento centrale del percorso diagnostico. Integra valutazione neurologica generale ed esame specifico del perineo e dei genitali, con studio della forza, della sensibilità e dei riflessi sacrali.

Comprende un’accurata anamnesi sui disturbi urinari, fecali e sessuali, l’ispezione dei genitali esterni e della regione anale, la valutazione dei riflessi perineali (ano-cutaneo, bulbocavernoso, cremasterico) e l’esplorazione rettale digitale per analizzare tono sfinterico, muscolatura pelvica e presenza di eventuali lesioni.

Questo approccio consente di individuare precocemente disfunzioni sessuali, alterazioni colon-proctologiche, disfunzioni uretro-vescicali e patologie neurologiche sacrali spesso sottovalutate, permettendo allo specialista di indirizzare il paziente verso ulteriori approfondimenti neurofisiologici o verso il trattamento più appropriato, con un significativo miglioramento della qualità di vita.


A Cura del Dott. Pierpaolo Romani


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