Fistole uretro-vaginali: diagnosi e trattamento

Le fistole uretro-vaginali rappresentano una condizione rara ma estremamente delicata, poiché possono compromettere seriamente la qualità della vita delle pazienti. Per saperne di più sull’argomento abbiamo intervistato il Prof. Mauro Cervigni, Urologo a Roma.
Prof. Cervigni, cosa si intende per fistola uretro-vaginale?
Le fistole uretro-vaginali sono comunicazioni anomale tra l'uretra e la vagina. Si tratta di un collegamento patologico che consente all'urina di fuoriuscire direttamente nella vagina, provocando sintomi importanti.
Quali sono le principali cause di questa condizione?
Le cause possono essere varie: spesso si sviluppano dopo interventi chirurgici pelvici o anti-incontinenza, oppure in seguito a complicazioni ostetriche, traumi perineali o fratture del bacino. In ogni caso, si tratta di situazioni che determinano un danno ai tessuti tra uretra e vagina.
Quali sintomi possono far sospettare la presenza di una fistola uretro-vaginale?
Il sintomo più caratteristico è la perdita continua di urina dalla vagina. Le pazienti riferiscono di percepire lo sgocciolamento senza alcun controllo, accompagnato talvolta da perdite ematiche. L'incontinenza urinaria continua è uno dei segnali principali.
Come si arriva alla diagnosi?
La diagnosi si basa su una visita uroginecologica accurata, integrata da indagini come l'uretrocistoscopia e la cistografia minzionale. Nei casi più complessi o quando la fistola è vicina allo sfintere vescicale, può essere utile anche l'esame urodinamico per valutare la funzionalità vescicale.
Esistono trattamenti conservativi per le fistole uretro-vaginali?
Nella maggior parte dei casi non esistono terapie conservative. Tuttavia, se la fistola è di piccole dimensioni e viene diagnosticata precocemente, si può tentare il posizionamento di un catetere vescicale per favorire una possibile chiusura spontanea. Se questo approccio non ha successo, si rende necessario l'intervento chirurgico.
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Quali sono le opzioni chirurgiche e i possibili rischi?
Il trattamento chirurgico consiste nella riparazione o ricostruzione della zona interessata, spesso tramite uretroplastica. L’unica complicanza significativa è la recidiva della fistola, motivo per cui è essenziale affidarsi a un chirurgo con esperienza specifica in questo tipo di interventi.
Prof. Cervigni, qual è il ruolo delle tecniche mini-invasive oggi?
Le tecnologie attuali consentono approcci meno invasivi rispetto al passato, con risultati spesso migliori. Le tecniche mini-invasive riducono i tempi di recupero e le complicanze, ma vanno sempre valutate in base al singolo caso clinico.
A chi consiglia di rivolgersi in caso di sintomi sospetti?
È fondamentale rivolgersi a un Urologo o a un Uroginecologo specializzato, in grado di valutare correttamente la condizione e proporre il percorso diagnostico e terapeutico più adatto. La visita specialistica approfondita è il primo passo per un trattamento efficace.

