Hai mai sentito parlare di microbiota intestinale?

Autore: Dott. Nicola Castaldini
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il “microbiota umano” è l'insieme dei microrganismi (batteri, miceti, virus) che vivono in simbiosi con l’uomo senza arrecarvi danno. Esistono diversi microbioti, specifici per i diversi apparati, che hanno una comunicazione con l’ambiente esterno: l’apparato digerente, quello respiratorio, quello genito-urinario e quello cutaneo. Il nostro esperto in Medicina Interna a Forlì-Cesena, il Dott. Nicola Castaldini, ci parla del microbiota intestinale

Che cos’è il microbiota intestinale?

Per microbiota intestinale umano (MBI) s’intende l’insieme dei microorganismi che popolano il tratto gastroenterico umano, dalla bocca fino allo sfintere anale. Ciascun individuo ospita circa 1000 specie batteriche, per il 90% appartenenti a due soli phyla (Firmicutes e Bacteroidetes). L’estrema variabilità interindividuale del microbiota intestinale fa sì che ogni individuo abbia una composizione unica e irripetibile di famiglie batteriche nel proprio tratto gastroenterico, che dipende da un’interazione unica tra familiarità, ambiente e cibo: si parla di una vera e propria impronta digitale batterica (o fingerprint batterico).

Come e quando nasce il microbiota?

Per la maggior parte degli autori, la formazione del MBI incomincerebbe subito dopo la nascita. Vari fattori influenzano la formazione del microbiota intestinale, tra cui:

  • Modalità del parto (naturale vs. cesareo);
  • Modalità dell’allattamento (al seno vs. latte in formula);
  • Dieta della madre durante la gravidanza e dopo il parto;
  • Età della madre;
  • Stato metabolico della madre;
  • Stile vi dita materno;
  • Genetica parentale;
  • Uso o meno di antibiotici nei primi 3 anni di vita.

Elementi di fondamentale importanza per la formazione della composizione microbica del neonato sono, in particolare, la modalità del parto e dell’allattamento. Nel caso di un parto naturale, la colonizzazione avverrà a partire dal microbiota vaginale della madre, mentre nel caso del cesareo da parte dei batteri cutanei e ambientali. Nel caso di allattamento con latte materno, verranno trasferite dalla madre al neonato sostanze oligosaccaridiche che hanno un’azione probiotica nei confronti dei bifidobatteri, cosa evidentemente che non avviene in caso di allattamento con allattamento artificiale. A seconda della modalità del parto, dalla nascita inizia a formarsi il MBI, che poi si modella con il divezzamento e si sviluppa in circa 2-3 anni, arrivando a piena maturazione intorno ai 6 anni. Al termine di tale periodo, la composizione qualitativa del MBI si mantiene sostanzialmente stabile fino all'età adulta. Nell’anziano si ha un progressivo cambiamento del MBI rispetto al giovane-adulto: si riduce la biodiversità (numero di famiglie), il core batterico (l’insieme delle famiglie normalmente dominanti) a vantaggio di altre subdominanti nel giovane adulto e con attività pro-infiammatoria.

A cosa serve il microbiota intestinale?

È ormai assodata in letteratura l'importanza di una relazione simbiotica tra ospite e MBI per il corretto sviluppo e mantenimento di un corretto stato di salute, avendo questa relazione un impatto determinante su di numerosi aspetti fisiologici. Le principali funzioni attribuibili al MBI sono:

  • Produzione di energia: avviene prevalentemente per fermentazione di fibre alimentari indigeribili per l’uomo, con la conseguente sintesi di acidi grassi a catena corta (SCFA): lattato, propionato, acetato, butirrato. Questi rappresentano una preziosa fonte di energia a disposizione dell’organismo umano. Inoltre, il MBI contribuisce ad aumentare la lipogenesi e la gluconeogenesi, ovvero la produzione di grasso e glucosio;
  • Immunomodulazione: il sistema immunitario ha una localizzazione anatomica prevalente nell'intestino, che rappresenta una linea di confine estremamente estesa da presidiare e controllare per evitare il passaggio di sostanze o microorganismi non graditi. Questa funzione è assolta da veri e propri centri di controllo, chiamati “placche di Peyer”, che insieme ai linfociti ed ai linfonodi intestinali tissutali formano il sistema linfoide associato all’intestino, che rappresenta il 70% del sistema immunitario. All’interno di queste placche avviene un continuo sondaggio del contenuto intestinale, per discriminare ciò che non rappresenta una minaccia da ciò che invece va eliminato, innescando una reazione immunitaria. Il MBI è fondamentale nel normale sviluppo e nella funzione del GALT, nonché dell’intero sistema immunitario;
  • Barriera anti-microbica (fisica e chimica): il MBI sano rappresenta di per sé una barriera fisica tra mucosa e lume intestinale, che separa dalla mucosa stessa potenziali pericoli. Inoltre, rispetto ai microorganismi potenzialmente patogeni esercita una competizione, sia spaziale che metabolica, ovvero competendo per l’utilizzo delle fonti energetiche. In sintesi, più il MBI è formato da batteri “buoni”, meno probabilità avremo di essere colonizzati da patogeni e viceversa. Infine, esiste una barriera chimica fatta da Immunoglobuline A (IgA), batteriocine, difensine, ecc, sostanze indotte dai batteri commensali e ad attività difensiva per l’organismo;
  • Biosintesi di vitamine e composti benefici: diverse sostanze di derivazione batterica esercitano funzioni utili all’organismo umano, tra cui acidi grassi a catena corta (butirrato, acetato, proprionato e lattato), vitamina K, vitamine del gruppo B, acido linoleico coniugato, acidi biliari (secondari dalla trasformazione dei prodotti primari), metaboliti pro-energetici, biotrasformazione di composti fenolici in prodotti attivi con attività antiossidante;
  • Neuromodulazione: il MBI è indispensabile per uno sviluppo corretto del sistema nervoso e per il mantenimento di normali funzioni cognitive in età adulta. Il legame tra cervello e intestino è costituito dal sistema nervoso autonomo (simpatico e parasimpatico) e da vie di comunicazione neuro-endocrine e neuro-immuni, mentre le vie attraverso le quali il MBI può modulare la comunicazione tra cervello e intestino sono le vie endocrine, immunitarie e nervose.
  • Metabolismo di farmaci e xenobiotici.

Dott. Nicola Castaldini
Medicina interna

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