Immagini 3D: un aiuto per il Neurochirurgo

Autore: Dott. Shahram Sherkat
Pubblicato: | Aggiornato: 15/11/2018
Editor: Top Doctors®

Oggi il neurochirurgo può avvalersi di uno strumento in più: la Pianificazione Preoperatoria Computer Assistita. Ce ne parla il Dott. Sherkat, neurochirurgo a Roma

In quali casi occorre rivolgersi al Neurochirurgo?

Sono di pertinenza del neurochirurgo i tumori delle ossa del cranio, delle meningi e del cervello (denominati rispettivamente osteomi, meningiomi, gliomi); gran parte delle emorragie, spontanee o traumatiche, che insorgano all’interno del cranio (ematomi epidurali, subdurali, intracerebrali o quelli conseguenti al sanguinamento di malformazioni delle arterie e delle vene cerebrali) e, infine, le metastasi endocraniche di tumori di altri organi (ad esempio polmoni, prostata, mammella e apparato urinario) o gli ascessi successivi a patologie infettive. 
Insomma, il neurochirurgo interviene su masse patologiche che si accrescono nel cranio e che pertanto comprimono - o invadono - le strutture cerebrali.
L’asportazione di queste masse è indispensabile sia per ripristinare le funzioni neurologiche (il movimento efficace degli arti, la vista e il movimento degli occhi, l’udito, la capacità di parola nonché le funzioni cognitive) sia per evitare la morte causata dalla compressione di strutture cerebrali quali il tronco encefalico.

 

Pianificazione Preoperatoria Computer Assistita: cos’è?

La complessità delle funzioni cerebrali, distribuite anatomicamente nello spazio di pochi millimetri, rende particolarmente difficoltosa la rimozione chirurgica di queste masse. Il neurochirurgo deve pertanto manipolare strutture molto fragili e complicate evitando di provocare, a sua volta, lesioni invalidanti e permanenti.
A tal fine, è necessario lo studio preoperatorio dell’anatomia cerebrale (Pianificazione Preoperatoria Computer Assistita) che può spesso variare in ogni singolo paziente.

 

Perché viene eseguita la Pianificazione Preoperatoria Computer Assistita?

A titolo d’esempio, si consideri che la localizzazione delle zone cerebrali che controllano il linguaggio variano ampiamente a seconda che il paziente sia o non sia poliglotta. L’invasione chirurgica di un’area del cervello, innocua per un individuo, può invece rappresentare un importante danno permanente e invalidante per un altro.
Gli strumenti a disposizione del neurochirurgo, quali il microscopio operatorio, il neuronavigatore, l’ecografia e il monitoraggio strumentale intraoperatorio delle funzioni cerebrali, non sostituiscono la pianificazione computer assistita dell’approccio chirurgico sulle immagini radiologiche del capo di ogni singolo paziente.


I vantaggi della Pianificazione Preoperatoria Computer Assistita

Le informazioni grafiche fornite da esami quali la Risonanza Magnetica dell’encefalo, la Risonanza Magnetica Funzionale e la Trattografia (metodica di risonanza magnetica che permette di individuare il decorso delle fibre nervose che veicolano gli impulsi cerebrali e che non sono altrimenti individuabili nemmeno mediante il microscopio operatorio) sono ricostruite con effetto tridimensionale, mediante appositi software.
In tal modo, il neurochirurgo sarà in grado di riconoscere le strutture anatomiche individuali ancor prima di esporle durante la chirurgia e potrà quindi evitarne la manipolazione non richiesta.
Ne conseguirà un vantaggio enorme per il paziente, al quale potranno essere asportate masse patologiche, evitando le lesioni permanenti indotte dall’esplorazione chirurgica.

 

Editor: Valerio Bellio

Dott. Shahram Sherkat
Neurochirurgia

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