L’iperparatiroidismo: una malattia spesso “silenziosa” dove la chirurgia può essere risolutiva
L’iperparatiroidismo è una condizione nella quale alcune millimetriche ghiandole endocrine, denominate paratiroidi per la loro prossimità con la tiroide, producono quantità eccessive del loro prodotto ormonale, il Paratormone (PTH), sia come attività autonoma che indotta da altre affezioni (iperparatiroidismo primario, secondario o terziario).
Questo squilibrio tende a indurre ipercalcemia, cioè un aumento dei livelli di calcio nel sangue, con conseguenze negative principalmente su ossa, reni, sistema cardiovascolare e in molti altri organi e apparati. Spesso definito “disturbo silenzioso” per la sua sintomatologia non eclatante, l’iperparatiroidismo può progredire non diagnosticato per anni, ma è chirurgicamente curabile in modo definitivo nella maggior parte dei casi
Sintomi dell’iperparatiroidismo
I sintomi possono essere aspecifici, attenuati e spesso trascurati. Tra i più comuni troviamo:
- Stanchezza e debolezza muscolare
- Dolori scheletrici diffusi o fragilità ossea
- Coliche renali da calcolosi urinaria ripetuta
- Nausea, vomito e perdita di appetito
- Disturbi della concentrazione, depressione, decadimento cognitivo
- Disturbi del ritmo cardiaco
In molti casi, la diagnosi avviene in modo incidentale, grazie a esami di routine che evidenziano un’ipercalcemia.
Diagnosi dell’iperparatiroidismo
Si basa sulla valutazione dei sintomi integrata da esami di laboratorio e strumentali che permettono di distinguere il tipo di iperparatiroidismo e indicare il trattamento più adeguato:
- Valutazione clinica completa, preferibilmente specialistica endocrinologica
- Analisi del sangue: dosaggio di calcio, fosforo, PTH, fosfatasi alcalina ossea e vitamina D
- Esami delle urine: dosaggio di calcio, fosforo e idrossiprolina
- Esami strumentali: ecografia del collo, scintigrafia paratiroidea (TC e risonanza magnetica di approfondimento)
Indicazioni al trattamento chirurgico
La paratiroidectomia, modulata con asportazione di una o più ghiandole e realizzabile con procedure mini-invasive guidate dalla localizzazione pre e intraoperatoria, raggiunge nei centri di riferimento percentuali di guarigione oltre il 95% dei casi. È sicuramente indicata in caso di:
- Calcio nel sangue significativamente elevato
- Compromissione ossea (osteoporosi severa o fratture)
- Calcolosi urinaria ricorrente (o danno renale)
- Sintomatologia costante
- Età giovanile (anche pauci/asintomatica; prevenzione complicanze)
Conclusioni
L’iperparatiroidismo è spesso silenzioso e per questo insidioso, provocando conseguenze gravi su ossa, reni e sistema cardiovascolare. Una diagnosi tempestiva permette di pianificare il trattamento, inizialmente medico e poi chirurgico, più sicuro ed efficace.
Le Linee Guida più recenti, alla luce di percentuali di guarigione molto elevate e di invasività e complicanze chirurgiche trascurabili, suggeriscono una paratiroidectomia precoce anche nelle forme iniziali e pauci/asintomatiche, per migliorare la qualità della vita del paziente e prevenire le complicanze a lungo termine.

