L’elastosonografia tiroidea real time

Autore: Dott. Alessandro Marugo
Pubblicato: | Aggiornato: 05/04/2023
Editor: Veronica Renzi

Cos’è e a cosa serve l’elastosonografia tiroidea? Ce lo spiega il Dott. Alessandro Marugo, esperto in Endocrinologia a Genova

Che cos'è l'elastosonografia  tiroidea?

L’elastosonografia tiroidea consiste in una tecnica ecografica in grado di dare informazioni sulla struttura della ghiandola tiroidea e sulla presenza di eventuali noduli e sulla loro pericolosità.

Qual è la procedura di valutazione della tiroide?

La procedura prevede la palpazione manuale della tiroide e delle regioni laterali del collo

In seguito si esegue l’ecografia della ghiandola tiroidea o dei noduli presenti sulla ghiandola attraverso l’utilizzo di Color e Power Doppler, utile a fornire importanti informazioni riguardanti l’imaging ghiandolare o l’aspetto dei noduli all’interno dell’ecografia. I noduli potenzialmente pericolosi sono solitamente ipoecogeni, presentano delle sfumature ai margini, ipervascolarizzazione al loro interno e microcalcificazioni.

Quali sono i vantaggi di questa tecnica diagnostica?

Questa tecnica diagnostica permette all’endocrinologo di ottenere informazioni fondamentali. La sua utilità ed efficacia è stata comprovata da numerosi studi clinici, tanto che è oggi annoverata nelle Linee guida AACE/AME per la classificazione dei noduli tiroidei. Può inoltre essere d’aiuto per predire la formazione di tumori nei noduli che, in seguito all’agoaspirato, presentano un’incerta diagnosi citologica (TIR 1 o TIR 3), ancora troppo poco accurata per affermare o escludere la natura sospetta del nodulo. Ciò permette di evitare di dover ripetere la procedura di agoaspirato, almeno nell’immediato. Poiché tale software ancora non è in dotazione a tutti gli ecografi, la procedura non viene ancora utilizzata su larga scala per quanto riguarda la diagnostica della patologia nodulare tiroidea. L’ecografia tiroidea permette di ottenere un’immagine a colori della ghiandola e di eventuali noduli su di essa, che verrà poi esaminata dallo specialista endocrinologo. L’indicazione cromatica utilizzata è solitamente quella delle colorazioni del rosso o verde per i tessuti maggiormente deformabili, cioè i noduli soffici, e del blu per i tessuti che non presentano nessuna distorsione o una distorsione minima, cioè i noduli duri ed anelastici.

Come vengono classificati i noduli tiroidei?

Ne viene poi definita la durezza (o elasticità) attraverso l’Elasticity Score (ES). L’analisi della durezza viene effettuata confrontando il risultato ottenuto dall’elastosonografia con l’immagine del tessuto tiroideo che circonda il nodulo. La durezza viene identificata in 4 classi: l’ES 1 indica i noduli con elasticità diffusa in tutta l’area analizzata; l’ES 2 indica noduli con elasticità nella maggior parte dell’area analizzata; l’ES 3 viene utilizzato per i noduli con durezza in gran parte dell’area esaminata; l’ES 4 viene attribuita a noduli con durezza diffusa in tutta l’area e quindi privi di elasticità.

Dott. Alessandro Marugo
Endocrinologia e Malattie del metabolismo

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