Malattia di Crohn: sintomi e i segni distintivi

La malattia di Crohn è una patologia infiammatoria del tratto digestivo che colpisce prevalentemente l’intestino tenue e il colon, ma che può infiammare tutto il tratto gastrointestinale, dalla bocca all’ano
Quali sono i suoi sintomi principali
Circa un paziente su 3 non ha sintomi particolari e scopre la malattia per caso, oppure solo quando dà sintomi da complicanze. Negli altri pazienti, i sintomi più comuni sono:
- diarrea cronica
- dolori addominali
- calo di peso
- sanguinamento rettale
- potrebbe manifestarsi febbre lieve, soprattutto alla sera
A volte, la malattia di Crohn può manifestarsi con sintomi non intestinali come un’infiammazione delle articolazioni, della pelle o degli occhi che compaiono spesso insieme ai sintomi intestinali.

Quali sono le cause scatenanti della Malattia di Crohn?
Non si conosce la causa (o le cause) della malattia di Crohn. Sembra che più fattori messi insieme contribuiscano all’insorgenza della malattia. La familiarità, l’ambiente in cui viviamo, l’abitudine al fumo, le alterazioni della flora intestinale potrebbero contribuire a scatenare l’infiammazione, ma quale interazione sia la causa della malattia ancora non è noto.
Quali sono le opzioni diagnostiche disponibili per identificare la Malattia di Crohn?
La malattia di Crohn viene diagnosticata con una colonscopia + biopsie e con tecniche di immagini del piccolo intestino, come la risonanza magnetica o la TAC con contrasto, oppure con un’ecografia delle anse intestinali. La combinazione di questi esami permette di fare diagnosi. Tuttavia, circa il 30% dei pazienti potrebbe non avere nessun sintomo e scoprire la malattia dopo un intervento chirurgico in urgenza per una complicanza, che in genere si sviluppa anni dopo che l’infiammazione è partita ed è evoluta in maniera del tutto silenziosa.
Esiste un questionario di 8 domande (il Red Flags Index) che combinato ad un esame delle feci (la calprotectina fecale) può aiutare il medico a capire se il paziente può avere una malattia di Crohn allo stadio iniziale.
Quali sono le strategie di trattamento più comuni per gestire la Malattia di Crohn?
La terapia si basa su una serie di farmaci che aiutano a regolare il sistema immunitario, che, nella malattia di Crohn, lavora troppo e male. Questi farmaci sono i cortisonici, che spengono l’infiammazione, ma non possono essere usati come terapia di mantenimento; gli anticorpi monoclonali (detti anche “biologici”) che permettono di spegnere l’infiammazione e mantenerla spenta nel tempo; recentemente, anche le micromolecole (“small molecules”), farmaci orali non cortisonici, hanno mostrato efficacia nel curare la malattia di Crohn. Esistono anche farmaci immunosoppressori, come le tiopurine o il metotrexate. La scelta della terapia è basata sulle caratteristiche della malattia e sul profilo del paziente, valutando caso per caso rischi e benefici.
Quali sono le complicazioni a lungo termine associate alla Malattia di Crohn e come possono essere gestite?
L’infiammazione causa delle ulcere nell’intestino che, se non curate in tempo, possono portare a restringere il passaggio del cibo provocando un blocco intestinale (stenosi), oppure possono scavare in profondità e causare delle fistole, sia a livello intestinale, sia a livello anale. In questi casi, la chirurgia è spesso la terapia migliore, sebbene la malattia tenda a ritornare anche dopo l’intervento chirurgico. Gli anticorpi monoclonali, o biologici, hanno mostrato una certa efficacia nel poter bloccare l’evoluzione delle stenosi intestinali e per trattare la malattia fistolizzante perianale.

