Mastoplastica e mammografia

Mastoplastica e mammografia

Autore: Dott. Cesare Azzolini
Pubblicato: | Aggiornato: 21/08/2018
Editor: Top Doctors®

Molte donne che vorrebbero sottoporsi ad un intervento al seno rinunciano per paura dei possibili rischi sulla salute. Il Dott. Cesare Azzolini, specialista in Chirurgia Plastica, ci aiuta a dissipare ogni dubbio

 

 

Molte donne si chiedono se l’essersi sottoposte ad un intervento di mastoplastica aumenta i rischi di un tumore al seno: è così?

Ormai è stato assolutamente dimostrato che l’inserimento di protesi mammarie in gel di silicone non comporta per la paziente nessun rischio per la sua salute, né un aumentato rischio di sviluppare un tumore alla mammella o qualsiasi altro tipo di patologie mammarie e non.

 

Dopo l’intervento, è possibile continuare ad eseguire la mammografia?

Dopo una mastoplastica additiva la paziente deve seguire il programma di screening per la prevenzione del tumore della mammella che deve seguire ogni donna, protesizzata o non. Questo prevede una mammografia ogni 2 anni a patire dai 50 anni, tranne che in casi particolari in cui si consiglia di anticipare l’età dei controlli. La mastoplastica additiva non rientra, però, tra queste ultime indicazioni.

La presenza di una protesi mammaria riduce sensibilmente la visibilità del seno ad una mammografia, anche se fortunatamente le tecniche diagnostiche attuali hanno raggiunto un tale livello di accuratezza da rendere i risultati dell’esame estremamente accurati. Talora può essere necessaria una proiezione mammografica in più e, nel caso di dubbi, si può integrare la mammografia con una risonanza magnetica.

 

La mammografia può rovinare i risultati dell’intervento?

La mammografia non rovina i risultati dell’intervento, anche perché ormai sono moltissime le donne portatrici di protesi e quindi i radiologi sono molto abituati a trattare queste pazienti. Esami alternativi possono essere l’ecografia e la risonanza magnetica.

 

Nel caso si presentasse un tumore, è possibile operarsi e/o sottoporsi ad altre terapie?

Nel caso in cui una donna portatrice di protesi mammarie sviluppasse un tumore alla mammella potrà sottoporsi a tutte le terapie necessarie: quadrantectomia, mastectomia, radio o chemioterapia.

Ovviamente l’intervento di quadrantectomia o mastectomia porterebbe ad una demolizione mammaria (parziale o totale a seconda della tecnica da utilizzare) e quindi ad un inevitabile peggioramento del risultato estetico, così come, a giudizio del senologo, potrebbe essere necessario nel corso dell’intervento demolitivo rimuovere la protesi esistente. Anche la radioterapia può causare una fibrosi delle zone trattate con alterazione della forma della mammella.

Dott. Cesare Azzolini
Chirurgia plastica e estetica

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