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Il microbiota intestinale: l’ecosistema dentro di noi

I microbi sono esseri arcaici che esistono sul pianeta Terra da molto prima di noi e sono ovunque: nel suolo, nell’aria, nell’acqua, e anche dentro di noi. La maggior parte dei microbi esistenti non è affatto pericolosa per noi, anzi sono fondamentali per la nostra vita, svolgendo ruoli cruciali. Negli ultimi anni, il termine microbiota intestinale è diventato sempre più popolare nei discorsi sulla salute e il benessere. Ma di cosa si tratta? Scopriamolo insieme alla Dott.ssa Federica Fascì Spurio, specialista in Gastroenterologia.

Siamo tutti “superorganismi”, e senza i nostri microbi non saremmo in salute

Ogni essere umano è un vero e proprio “superorganismo”, cioè un'entità biologica composta da mix di cellule umane e cellule microbiche che cooperano ed interagiscono come un unico essere. E questo vale per tutti gli animali, dalla minuscola formica al maestoso elefante, senza dimenticare i nostri amici a quattro zampe. Nel nostro corpo, i microbi si trovano in ogni luogo in contatto con l’esterno: sulla pelle, nella bocca, negli organi genitali e soprattutto nell’intestino, che ospita la maggiore quantità e varietà di questi microorganismi.

Cos’è il microbiota intestinale?

Il microbiota intestinale è l’insieme di migliaia di miliardi di microbi che vivono nel nostro tratto digestivo. Comprende batteri, virus, funghi, protozoi e altri microrganismi, con i batteri in maggioranza. Se potessimo prendere il nostro microbiota intestinale e metterlo sul piatto di una bilancia misureremmo un peso di circa 1-2 kg.

Quello che è importante capire è che questi microbi non sono passivi e silenziosi, ma al contrario sono molto attivi e “parlano” tra di loro e con noi, producendo una miriade di sostanze e svolgendo ruoli fondamentali per la nostra salute. Il microbiota intestinale è spesso considerato un vero e proprio “organo” aggiuntivo del nostro corpo, invisibile.

Quando si forma il microbiota intestinale, e come si evolve?

Il nostro microbiota intestinale inizia a formarsi alla nostra nascita, subito dopo la fuoriuscita dall’utero materno, quando entriamo a contatto con il mondo. Nei primi anni di vita il microbiota intestinale è molto dinamico e si stabilizza intorno ai 2-3 anni. Con il tempo, il microbiota intestinale evolve e si adatta ai fattori a cui lo esponiamo come dieta, ambiente, stile di vita, farmaci (es. antibiotici) e invecchiamento, aiutandoci ad adattarci e prosperare in condizioni ambientali mutevoli. Negli anziani si osserva una fisiologica riduzione della diversità microbica.

Quali sono le principali funzioni del microbiota intestinale?

Il nostro microbiota intestinale ci aiuta in termini nella digestione di sostanze come le fibre alimentari, che il nostro organismo non è in grado di degradare:

  • produce sostanze benefiche come acidi grassi a catena corta (SCFA), che nutrono le cellule del colon e regolano l’infiammazione.
  • produce vitamine come la vitamina K e alcune del gruppo B e metaboliti che possono influenzare molte nostre funzioni corporee, dal metabolismo ai nostri stati d’animo.
  • regola e addestra il nostro sistema immunitario: oggi sappiamo che circa il 70% del sistema immunitario umano risiede nell’intestino e il microbiota intestinale contribuisce a educarlo, aiutandolo a distinguere tra agenti patogeni pericolosi e sostanze innocue.
  • agisce come un protettore contro eventuali microbi dannosi, colonizzando il nostro intestino.


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Eubiosi e disbiosi

"eu" significa buono e "bios" significa vita. Con il termine eubiosi indichiamo un microbiota sano, definire l'eubiosi del microbiota intestinale è davvero molto difficile perché non esiste un profilo universale di microbiota sano valido per tutti. Anzi. La composizione del microbiota varia enormemente tra individui a causa di fattori come genetica, dieta, ambiente, età e stile di vita: in termini pratici, due persone diverse, entrambe sono in buona salute, possono avere un microbiota diversissimo, ma entrambi possono essere in eubiosi. Volendo generalizzare, i pilastri di un microbiota sano includono una buona diversità di specie microbiche, che tende a tradursi anche in una buona stabilità e resilienza, cioè la capacità di recuperare rapidamente l’equilibrio dopo perturbazioni, una corretta distribuzione dei principali phyla (come Firmicutes e Bacteroidetes, che sono dominanti in un microbiota sano), la capacità di produrre metaboliti benefici.


Tuttavia, molti fattori possono alterare l’equilibrio del microbiota, portando alle disbiosi, come diete malsane, l’uso eccessivo di antibiotici, l’esposizione a inquinanti, lo stress cronico e uno stile di vita sedentario. Moltissime patologie si associano a disbiosi, ma non è ancora chiaro se le disbiosi contribuiscano alla nascita delle patologie o se invece ne siano una conseguenza. Insomma, non si capisce se è nato prima l’uovo o la gallina.

Come mantenere un microbiota sano

Il microbiota intestinale è altamente influenzabile dal nostro stile di vita e dalla nostra alimentazione, nel bene e nel male. Finché gli scienziati chiariranno tutti i segreti del microbiota intestinale, noi cerchiamo di tenercelo caro offrendogli esposizioni benefiche e fisiologiche, per esempio:

  • seguendo una dieta basata su alimenti naturali, non raffinati e freschi come verdure e ortaggi, legumi, cereali integrali in chicco, frutta fresca, semi e frutta a guscio, oltre che uova, carne, pesce e latticini, che implicitamente significa una dieta ricca di fibre benefiche per i nostri microbi e povera in additivi alimentari e in zuccheri aggiunti, che i nostri microbi non amano.
  • consumando regolarmente alimenti fermentati come yogurt, kefir di acqua o di latte, kombucha, i veri crauti o la vera giardiniera, che arricchiscono il nostro microbiota di microbi e di sostanze come pre e post-biotici.
  • limitando, meglio ancora evitando del tutto l’esposizione inappropriata ad antibiotici, inibitori di pompa protonica, farmaci anti infiammatori, alcol, etc.

Un universo ancora da scoprire, ma intanto da curare

Il microbiota intestinale rappresenta una delle aree più dinamiche e affascinanti della ricerca scientifica anche se questa scienza è giovane e non bisogna farsi prendere dalla fretta di voler capire tutto e subito, per esempio ricorrendo a costose analisi, oppure di voler modificare frettolosamente e artificiamente il proprio patrimonio microbico, prendendo probiotici a casaccio senza curare la propria dieta. In quest’epoca in cui la scienza sta muovendo passi importanti nella comprensione di questo universo è importante prendersi umilmente cura del proprio microbiota, investendo quindi sulla propria salute.