Osteotomia e fissazione esterna: nuove possibilità terapeutiche in Ortopedia

Autore: Prof. Marco Massobrio
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Editor: Top Doctors®

Il Prof. Marco Massobrio, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Roma, ci parla dell’osteotomia associata alla fissazione esterna, due tecniche che, combinate, hanno aperto la strada a diverse possibilità terapeutiche

Che cos’è l’Osteotomia?

L’Osteotomia consiste nell’interrompere la continuità dell’osso, cioè sezionarlo, per modificare l’asse del segmento ed ottenere, una volta che l’osso si è consolidato, la correzione della deviazione dell’asse. È l’intervento chirurgico più classico quando si parla di deformità, patologie articolari e patologie diafisarie, in quanto non comporta alcun sacrificio funzionale o della parte.

L’osteotomia associata alla fissazione esterna

In alcuni ambiti, l’utilizzo delle protesi ha ridotto il numero di interventi di osteotomia; in altri, invece, l’associazione di osteotomia e fissazione esterna ha aperto la strada a nuove possibilità terapeutiche. Infatti, lo sviluppo delle tecniche di fissazione esterna e la possibilità di effettuare contemporaneamente correzioni multiplanari con sistemi computerizzati (Computer Hexapod Assisted Orthopaedic Surgery, CHAOS), ha esteso l’indicazione all’osteotomia a tutte le deformità delle ossa lunghe.

La fissazione esterna ha fatto sì che l’osteotomia sia oggi applicabile a tutto il segmento osseo, anche se la modifica più importante è stata quella di trasformare l’osteotomia delle ossa lunghe da un intervento statico e definitivo, in un atto chirurgico rispettoso della biologia e dal risultato modificabile in base alla valutazione anatomica e clinica postoperatoria.

La fissazione esterna ha reso l’osteotomia una terapia correttiva dall’invasività ridotta per l’assenza di ampia preparazione e scollamento periostale e muscolare, consentendo anche la graduale e atraumatica correzione dei tessuti limitrofi. La rapidità e l’essenzialità dell’osteotomia hanno fatto sì che l’intervento rientri nella categoria della “chirurgia veloce” (Fast Surgery), a cui si affianca, però, il concetto di correzione lenta (Slow Correction) permessa dal fissatore esterno, il quale concede ai tessuti il tempo di adattarsi alle modifiche.

Osteotomia e fissazione esterna: le indicazioni

Le osteotomie trovano indicazione nel trattamento di tutte le deformità, assiali ed articolari, di origine congenita ed acquisita. L’obiettivo può essere terapeutico, se l’intervento rappresenta il trattamento definitivo della deformità, o propedeutico, quando facilita o rende possibile una futura chirurgia definitiva. La fissazione esterna, invece, si adatta alle caratteristiche dell’osteotomia e della deformità, senza ridurre il patrimonio osseo ed interferire con eventuali interventi chirurgici successivi.

In Ortopedia, l’impiego più frequente del congiunto osteotomia-fissazione esterna è nel trattamento delle deformità in varismo o valgismo del ginocchio e nelle deformità diafisarie del femore, della tibia, dell’omero e dell’avambraccio; in Traumatologia, viene utilizzato per gli esiti di deformità post-traumatiche delle ossa lunghe. Altri ambiti di applicazione, sono le deformità congenite e post-traumatiche del retropiede e dell’avampiede.

 

Editor Karin Mosca

Prof. Marco Massobrio
Ortopedia e Traumatologia

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