Scoliosi nel bambino e nell’adulto

Autore: Prof. Enrico Pola
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il Prof. Enrico Pola, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Roma, ci parla della scoliosi, una condizione che può presentarsi sia in soggetti giovani che adulti compromettendo la salute della nostra colonna vertebrale

Che cos’è la scoliosi?

La scoliosi è un dismorfismo caratterizzato da deformità complesse della colonna vertebrale che si manifestano nei tre piani anatomici. Le vertebre di una colonna sana sono articolate tra loro in maniera tale da costituire una struttura dinamica che presenta quattro curve fisiologiche sul piano laterale o sagittale. Una colonna vertebrale scoliotica è invece caratterizzata da curve patologiche sul piano frontale e rotazioni assiali delle singole vertebre associate ad alterazioni delle curve sul piano laterale. Si parla invece di “atteggiamento scoliotico” quando manca la rotazione assiale e le curve frontali sono sempre riducibili.

Soffrire di scoliosi: cosa comporta?

Le deformità strutturali alterano la distribuzione del carico innescando un circolo vizioso di progressiva deformazione delle vertebre ed irrigidimento delle curve. La deformazione delle vertebre sbilancia le strutture muscolari che vi si inseriscono causando dolore nella deambulazione e nel mantenere la stazione eretta. La scoliosi causa asimmetrie del dorso e del bacino, inoltre la rotazione delle vertebre toraciche causa la rotazione delle coste e quindi la comparsa del gibbo. Tali alterazioni estetiche possono rappresentare un grave disagio psicosociale per il paziente. Le complicanze più gravi delle scoliosi severe coinvolgono le strutture neurologiche del midollo spinale e dei nervi periferici che, percorrendo un canale vertebrale deformato, possono essere compresse causando deficit neurologici. Inoltre, le deformità toraciche severe possono alterare la meccanica polmonare causando insufficienza respiratoria.

Da cosa è causata la scoliosi?

Le cause della scoliosi possono essere molteplici e questa condizione può colpire pazienti di ogni età con severità variabile:

  • Le forme congenite sono dovute ad alterazioni dello sviluppo fetale e, sebbene rare, sono spesso molto severe con complicanze respiratorie e neurologiche;
  • La scoliosi dell’adolescente è invece causata da anomalie dell’accrescimento delle strutture ossee. Le cause scatenanti sono sconosciute ma esiste spesso una familiarità, in particolare nel ramo materno. Fino al 2% degli adolescenti possono presentare una scoliosi ma solo il 5% di questi necessita di trattamenti, in particolare la severità è spesso maggiore nelle ragazze;
  • La scoliosi degenerativa dell’adulto è la forma prevalente ed è causata da una progressiva degenerazione su base artrosica o osteoporotica della colonna vertebrale. Può colpire fino al 12% della popolazione adulta ed è quasi sempre limitata alle vertebre lombari;
  • Le forme neuromuscolari insorgono in pazienti affetti da sindromi neurologiche e miopatie che alterano le strutture muscolari necessarie al mantenimento della colonna. Sono progressive e correlate alla severità della malattia di base.

Come avviene la diagnosi?

La diagnosi di scoliosi è clinica e radiologica. La visita medica e l’esame obiettivo si basano sull’ispezione del paziente e su prove specifiche, come il test di Adams, che permettono di riconoscere le asimmetrie ed il gibbo e di escludere complicanze. La radiografia della colonna vertebrale in toto con inclusione del bacino è l’esame strumentale cardine per la diagnosi ed il follow-up. Vanno eseguite sempre le proiezioni in ortostatismo e in flessione laterale per valutare la flessibilità delle curve. Le immagini radiografiche permettono lo studio delle curve scoliotiche mediante la misurazione dell’angolo di Cobb.

Curare la scoliosi: come cambia l’approccio terapeutico nell’adulto e nel bambino?

Il trattamento della scoliosi può essere di tipo conservativo o chirurgico:

  • Il trattamento conservativo consiste in busti e corsetti confezionati su misura per il singolo paziente che esercitano spinte correttive sulla base del quadro radiografico. Lo scopo del trattamento conservativo è impedire la progressione della deformità. La durata del trattamento ed il suo successo dipendono strettamente dalla compliance del paziente, in particolare per gli adolescenti, e dalla severità della scoliosi.
  • Il trattamento chirurgico ha uno scopo correttivo e consiste in procedure di osteotomie correttive ed artrodesi mediante viti e barre e dispositivi intervertebrali. L’approccio chirurgico dipende dal singolo paziente e può prevedere incisioni anteriori, posteriori o combinate.

Nelle scoliosi idiopatiche dell’adolescente, l’indicazione chirurgica viene posta per curve progressive maggiori di 40-50 gradi Cobb. L’intervento chirurgico viene generalmente eseguito al raggiungimento della maturità scheletrica, misurata radiograficamente mediante i gradi di Risser di ossificazione delle creste iliache. Nei bambini scoliotici con gravi complicanze sistemiche che non hanno ancora raggiunto la maturità scheletrica, il trattamento chirurgico prevede l’utilizzo di dispositivi allungabili periodicamente in accordo con la crescita. Raggiunta la maturità ossea, si procede all’intervento chirurgico definitivo con dispositivi protesici fissi. 

Per le scoliosi degenerative dell’adulto non esiste un cut-off univoco, tuttavia la chirurgia trova indicazione nei casi con severa compromissione della qualità di vita dopo fallimento del trattamento conservativo o con la comparsa di deficit neurologici.

Prof. Enrico Pola
Ortopedia e Traumatologia

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