Trattamenti mini-invasivi per l'ernia discale

Autore: Top Doctors®
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Editor: Top Doctors®

Il nostro esperto in ortopedia e traumatologia spiega in quest’articolo quali sono le tecniche migliori per trattare l’ernia del disco, specialmente tramite tecniche mini-invasive

Cos'è l'ernia discale?

L’ernia del disco è una delle malattie traumatologiche che colpiscono di più i pazienti che hanno meno di 45 anni. Il dolore si manifesta in una zona specifica del corpo, e, generalmente è un dolore molto forte che influisce sulle normali attività quotidiane.

La medicina del futuro

L’evoluzione più grande che ci sarà nei prossimi dieci anni nel campo della medicina sarà l’utilizzo di farmaci razionali, che saranno specifici per ogni situazione. Nel caso in cui si presentino dolore o malattie degenerative come l’artrosi, le tecniche usate saranno minimamente invasive, mediante l’assunzione di principi più naturali come l’ossigeno e altri strumenti ottenuti tramite materie organiche.

Chirurgia minimamente invasiva

Di solito le ernie discali vanno trattate mediante una chirurgia minimamente invasiva, per via ambulatoriale, e per cui il paziente deve rimanere in clinica non più di 24 ore dopo l’intervento. Si basa su una tripla terapia che scongiura i rischi legati ad una chirurgia aperta e una chirurgia generale. L’uso di tecniche percutanee, ovvero che si applicano attraverso la pelle, non modificano l’anatomia della colonna vertebrale. Un altro metodo per questa terapia è quella dove i punti si effettuano solo sul disco, così da evitare la rimozione dell’osso e ridurre la cicatrice epidurale.

I risultati indicano che la chirurgia mini-invasiva risolve l’80% dei casi di dolore derivato da ernie o protrusioni discali.

Ozonoterapia, un trattamento reumatologico efficace

L’ozonoterapia è una terapia che ha origini tedesche e che si usa da più di 40 anni in diversi ambiti medici. Si basa sull’applicazione di ozono per trattare vari disturbi e malattie. I suoi principali benefici sono: la stimolazione dei globuli bianchi, e quindi l'aumento delle difese immunitarie; l'individuazione le cellule mutageni, quelle che possono portare a un cancro, o le malattie autoimmuni e, infine, aumentare il rilascio di ossigeno da parte dei globuli rossi.

Inoltre, questa terapia agisce anche come germicida: elimina funghi, batteri e virus.

Quando e come si applica l’ozonoterapia?

I dottori di solito applicano questa tecnica in caso di ernie discali o cervicali, così come ai problemi di artrosi e di dolori localizzati. In questi casi, l’ozono iniettato nei muscoli paravertebrali neutralizza le sostanze tossiche, rilasciate a causa di una degenerazione del nucleo polposo, che producono un’infiammazione del nervo. Se si inietta nel disco, viene prodotta un’accelerazione dei poliglucosidi nel nucleo polposo danneggiato, cosa che porta al suo riassorbimento e disidratazione, riducendo il volume della zona colpita. 

Esistono tecniche alternative?

Altre tecniche possono essere le iniezioni di fattori di crescita o di proteine, ottenute dal sangue del paziente. Il sangue viene estratto con siringhe per poi essere incubato e centrifugato. Il risultato sarà del siero sanguineo, che sarà poi iniettato a sua volta nella zona colpita. 

 Redazione di Topdoctors

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Ortopedia e Traumatologia


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