Anziani e depressione: come aiutarli a tavola

Autore: Prof. Carlo Oreste Cangiano
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Editor: Top Doctors®

Le persone che soffrono di depressione (oltre 350 milioni di persone al mondo) sono più spesso vittime di infarto, malattie croniche, tumori e forme di demenza. Il Prof. Carlo Oreste Cangiano, Nutrizionista a Roma, ci spiega come è possibile prevenire la depressione attraverso la propria dieta

 

 

1) Perché la depressione è pericolosa per la vita?

La depressione è considerata la malattia più diffusa al mondo ed è la seconda causa di morte: ogni anno, circa un milione di persone si toglie la vita a causa della malattia. Tra questi, la maggioranza sono le persone più anziane.

Il problema, però, non riguarda solo i suicidi. La depressione innesca una serie di patologie potenzialmente fatali: gli over 65 corrono un alto rischio di infarto, malattie croniche, cancri e demenze, come Alzheimer e Parkinson. La depressione, purtroppo, è ancora oggi sottovalutata e la colpa del decadimento fisico e mentale negli anziani viene imputata ad un processo naturale dovuto all’età.

 

2) Che ruolo gioca l’alimentazione nella prevenzione della depressione?

 L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella prevenzione della depressione. Spesso le persone anziane perdono interesse nel cucinare e non dedicano la cura necessaria nella scelta del cibo. Inoltre, non percepiscono il bisogno di bere acqua, il che porta frequentemente alla disidratazione. Non prendendosi cura dell’alimentazione, l’anziano peggiora la sua situazione sia fisica che mentale; migliorando la propria qualità di vita, anche a tavola, è più facile sentirsi in forma e felici.

Non dimentichiamo, poi, che anche il solo fatto di andare a fare la spesa può aiutare a far sentire l’anziano più vivo, ancora integrato nella vita sociale.

 

3) Quali sono le regole da seguire a tavola?

Spesso nella dieta degli anziani sono assenti alcune sostanze importantissime, come calcio, ferro, zinco e vitamine. La carenza di zinco, ad esempio, sembra essere un co-fattore importante per la comparsa dell’anoressia, la quale innesca a sua volta i meccanismi psicologici che inducono alla depressione. La soluzione sta semplicemente nel mangiare più frutta e verdura fresca, ricca di zinco.

Per ridurre il rischio o l’aggravarsi dell’osteoporosi, nella dieta devono essere presenti il calcio e la vitamina D, che si possono assumere mangiando formaggio, frutta e verdure fresche e bevendo latte. Un altro modo per assumere vitamina D è l’esporsi al sole, che fa bene anche all’umore!

 

4) Qual è la dieta più adatta all’anziano?

L’anziano deve seguire una dieta piuttosto frugale, ricca di antiossidanti (frutta e verdura) e povera di grassi. Deve mantenere il più possibile il peso ideale, anche se un sovrappeso fino a 5-6 Kg è tollerato. Importantissima è la quantità d’acqua che deve assumere: non meno di litro e mezzo al giorno e salire a due litri d’estate, con l’aggiunta di un pizzico di sale anche quando si soffre di ipertensione.    

Se non si soffre di diabete, si possono integrare nella dieta anche degli zuccheri semplici, come un cioccolatino al latte. Il cioccolato, infatti, stimola le endorfine cerebrali agendo come un antidepressivo naturale e lo zucchero aumenta la serotonina, il neurotrasmettitore del benessere.

 

5) E se l’anziano è diabetico?

Molto spesso l’anziano non è veramente diabetico: in molti casi la carenza d’insulina è dovuta ad un malfunzionamento del pancreas, che non è più in grado di produrne. Il consiglio migliore è quello di rivolgersi al Nutrizionista, che sarà in grado di trovare il giusto equilibrio tra lo zucchero somministrato e quello utilizzato.

 

Editor Karin Mosca

Prof. Carlo Oreste Cangiano
Dietologia

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