Come si effettuano i trapianti d'organo in Italia

Autore: Prof. Pasquale Bartolomeo Berloco
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Editor: Top Doctors®

Per eseguire un trapianto d'organo non è necessario che donatore e ricevente siano consanguinei, ma è obbligatoria la compatibilità tra i due soggetti. Il Prof. Berloco, specializzato in Chirurgia Generale a Roma, ci parla dei requisiti necessari e di come si effettuano i trapianti

 

I trapianti d’organo in Italia

In Italia vengono eseguiti circa 3.200 trapianti l’anno. La maggior parte di questi, circa 1.600 trapianti riguardano il trapianto di rene sia da cadavere che da vivente. In seguito, abbiamo circa 1.100 trapianti di fegato, 300 trapianti di cuore e 120 trapianti di polmone. Il pancreas è un organo che viene trapiantato in circa 150-200 interventi l’anno.

 

Come viene eseguito un trapianto d’organo?

Il trapianto può essere eseguito o da donatore vivente o da donatore cadavere. È necessaria una precisazione a riguardo: donatore cadavere significa prelevare un organo da un donatore in morte cerebrale. La legge italiana su questo argomento oggi è molto chiara e c’è una legislazione ben codificata. Si stanno aprendo nuove prospettive anche di prelievo e trapianto di organi da donatore a cuore fermo, il che significa che possiamo utilizzare anche organi da donatori con morte da arresto cardiaco di oltre 20 minuti. Poi c’è il donatore vivente, che non deve essere un’alternativa al trapianto da cadavere ma un’azione complementare. Utilizzando donatori consanguinei, parenti ed anche estranei, possiamo incrementare il numero dei trapianti possibili. La legge italiana lo consente, l’importante è che non ci sia commercializzazione dell’evento ed un’età superiore ai 18 anni.

 

Quando è necessario un trapianto d’organo?

Il trapianto di organo viene realizzato quando si ha una patologia terminale per quell’organo: per esempio, per il rene, uno stato d’insufficienza renale cronica non più curabile con terapie mediche tradizionali, motivo per cui il paziente fa la dialisi e per guarire necessita esclusivamente di un trapianto. Naturalmente le varie patologie cambiano da organo ad organo: nel fegato la maggiore richiesta è per i pazienti che hanno uno stato di cirrosi terminale o di sovrapposizione di un tumore epatico con delle particolari condizioni di volume e di caratteristiche di grandezza che possono essere curate esclusivamente con un trapianto. Per il pancreas, una malattia diabetica non controllabile con terapia insulinica tradizionale. Per il cuore, una cardiopatia o un infarto diffuso con interessamento di tutto l’organo, quindi una patologia terminale non curabile con le normali terapie mediche oggi esistenti.

 

Quali sono i requisiti per un trapianto d’organo?

L’esecuzione di un trapianto non necessita la consanguineità tra donatore e ricevente e questo è valido sia nel donatore cadavere che nel donatore vivente. Nel donatore cadavere i motivi e i criteri di assegnazione sono basati sulla compatibilità e sulla durata di malattia del paziente che deve ricevere un trapianto. Naturalmente vengono favoriti i pazienti più gravi secondo le nuove norme e linee guida del Centro Nazionale Trapianti, ciò per permettere di effettuare un trapianto in condizioni ancora valide e accettabili.

Prof. Pasquale Bartolomeo Berloco
Chirurgia generale

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