Diabete: una vera e propria epidemia globale

Autore: Prof.ssa Graziella Bruno
Pubblicato: | Aggiornato: 09/11/2017
Editor: Top Doctors®

La rapida diffusione del diabete, registrata sia nelle aree industrializzate che in quelle in via di sviluppo, fa pensare ad una vera e propria epidemia. Non solo in Europa e negli Stati Uniti, ma anche in Asia e Africa la presenza della malattia sembra aumentare costantemente. Ne parla la Prof.ssa Graziella Bruno, esperta in Medicina Interna e Diabetologia a Torino

 

 

Diabete, un problema che riguarda tutto il mondo

Il diabete è comunemente considerato un problema del mondo occidentale, cioè quella parte del mondo economicamente più forte e dove l’alimentazione non sempre è quella corretta. In realtà, recenti dati hanno riscontrato una presenza allarmante della malattia anche nelle aree geografiche più svantaggiate.

In Camerun è stato registrato un aumento dei malati di diabete di quasi il 200% dal 1990 ad oggi. Nell’Africa sub-sahariana, così come in altre aree in via di sviluppo, il problema principale è rappresentato dalla disponibilità dell’insulina: in Sudan, ad esempio, la cura di un bambino diabetico assorbe il 65% del reddito familiare, imponendo quindi dolorose scelte di sopravvivenza al nucleo familiare. A tutt’oggi, in Africa, il diabete viene considerato una malattia mortale.

In Asia, invece, le disuguaglianze colpiscono soprattutto il sesso femminile, che ha un minor accesso alle cure rispetto al sesso maschile. È l’India il paese che, a livello mondiale, ha la maggior prevalenza di diabete, a causa del progressivo incremento dell’obesità.

Alcune cattive abitudini di vita, che comprendono un eccessivo introito calorico e la riduzione dell’attività fisica, hanno avuto conseguenze negative sull’intera popolazione mondiale. Negli USA, dove l’obesità infantile rappresenta una problematica sociale particolarmente importante, l’aspettativa di vita della popolazione è destinata a ridursi anziché ad aumentare: la progressiva incidenza di diabete tra bambini e giovani adulti aumenta il rischio di complicanze, tra cui nefropatia, insufficienza renale terminale e cardiopatia ischemica. Sono queste patologie particolarmente gravi, in grado di compromettere la sopravvivenza delle persone affette.

 

Il diabete in Italia

Anche in Italia la prevalenza del diabete è aumentata. L’incremento è particolarmente evidente negli anziani, che rappresentano i due terzi della popolazione diabetica. Le disuguaglianze sociali, poi, agiscono sul rischio di contrarre il diabete: ne sono più soggette le donne e le persone appartenenti alle classi sociali più basse.

La classe sociale più bassa, infatti, è un indicatore di obesità e di ridotta attività fisica e si associa, quindi, ad un maggior rischio di diabete. I dati italiani sottolineano come stili di vita insalubri, associati all’obesità, siano più frequenti soprattutto nelle donne. L’attività di prevenzione tramite strategie di screening, quindi, dovrebbe essere rivolta in modo particolare a questa fascia della popolazione. 

L’epidemia di diabete ha anche importanti risvolti economici. In Italia i diabetici sono responsabili di un consumo di farmaci 3-5 volte superiore rispetto ai non diabetici di pari età, soprattutto a causa dell’assunzione di farmaci per il trattamento delle complicanze cardiovascolari. Il costo del trattamento di complicanze come macroangiopatia, retinopatia, nefropatia e neuropatia, poi, è particolarmente elevato. La prevenzione del diabete, con strategie sia individuali che collettive, si deve basare sull’assunzione di stili di vita adeguati: è questa l’unica soluzione per ridurre l’elevato costo sociale della malattia.

 

Editor Karin Mosca

Prof.ssa Graziella Bruno
Diabetologia

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