Dispepsia: cos’è la “fastidiosa digestione” e come affrontarla
La dispepsia, comunemente definita come “cattiva digestione”, è una condizione caratterizzata da una sensazione di disagio nella parte alta dell’addome (epigastrio).
Si manifesta con un insieme variabile di sintomi, spesso correlati ai pasti, come ripienezza post-prandiale, sazietà precoce, digestione lenta e difficoltosa, oppure dolore o bruciore gastrico che possono comparire anche indipendentemente dall’assunzione di cibo.
Si tratta di una condizione piuttosto frequente: si stima che possa interessare circa il 7-10% della popolazione adulta nel corso della vita. In alcuni casi, l’intensità dei sintomi può essere tale da compromettere significativamente la qualità della vita quotidiana
Cause della dispepsia: perché si manifesta?
Dispepsia funzionale
Nella maggior parte dei casi, la dispepsia viene definita funzionale, poiché non si riesce a identificare una causa organica specifica nonostante adeguati accertamenti. Tuttavia, i sintomi sono legati a un’alterazione delle funzioni sensitivo-secretive e motorie dello stomaco.
Diversi fattori di rischio possono contribuire allo sviluppo della dispepsia funzionale, tra cui:
- Fumo
- Sesso femminile
- Uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS)
- Ansia e depressione
- Pregressa gastroenterite acuta
- Alterazioni dell’asse intestino-cervello
Dal punto di vista clinico, si distinguono due principali forme:
- Sindrome del dolore epigastrico (EPS): caratterizzata da dolore o bruciore nella parte alta dell’addome
- Sindrome da distress post-prandiale (PDS): caratterizzata da ripienezza dopo i pasti e sazietà precoce
Dispepsia organica
In una minoranza di casi, la dispepsia è definita organica, ovvero causata da patologie identificabili, come:
- Infezione da Helicobacter pylori
- Uso di farmaci gastrolesivi (es. FANS)
- Ulcera gastrica o duodenale
- Tumore gastrico
- Patologie epatiche, biliari (es. calcoli) o pancreatiche (es. pancreatite o tumori)
Approccio al paziente con dispepsia
Poiché i sintomi della dispepsia non consentono di distinguere con certezza tra forma funzionale e organica, è fondamentale effettuare una accurata anamnesi e un esame obiettivo.
Particolare attenzione va rivolta alla presenza di sintomi di allarme, tra cui:
- Disfagia (difficoltà o rallentamento nella deglutizione)
- Nausea e vomito persistenti
- Perdita di peso involontaria
- Anemia da carenza di ferro o vitamina B12
- Presenza di una massa addominale
Una corretta valutazione clinica consente di individuare i pazienti che necessitano di approfondimenti diagnostici mirati.
- Pazienti con sintomi di allarme o età > 45 anni: è indicata una gastroscopia con biopsie, utile anche per diagnosticare l’infezione da Helicobacter pylori, principale causa di ulcera e gastrite cronica atrofica, condizione a rischio per il tumore dello stomaco. Possono essere necessari anche esami del sangue ed ecografia addominale.
- Pazienti senza sintomi di allarme ed età < 45 anni: è sufficiente la ricerca dell’Helicobacter pylori tramite test del respiro o analisi delle feci; in caso di positività, è indicato un trattamento specifico.
Quando fare ulteriori esami?
- Pazienti con sintomi di allarme o età > 45 anni: è indicata una gastroscopia con biopsie, utile anche per diagnosticare l’infezione da Helicobacter pylori, principale causa di ulcera e gastrite cronica atrofica, condizione a rischio per il tumore dello stomaco. Possono essere necessari anche esami del sangue ed ecografia addominale.
- Pazienti senza sintomi di allarme e età < 45 anni: è sufficiente la ricerca dell’Helicobacter pylori tramite test del respiro o analisi delle feci. In caso di positività, si procede con terapia mirata.
Terapia della dispepsia: come si cura?
1. Stile di vita e alimentazione
Le prime misure riguardano modifiche dello stile di vita:
- Consumare pasti piccoli e frequenti
- Mangiare con calma e masticare bene
- Evitare o ridurre fumo, alcol, cibi grassi e alimenti processati
2. Trattamento dell’Helicobacter pylori
In presenza di infezione da Helicobacter pylori, è necessaria una terapia antibiotica specifica. Dopo almeno due mesi dalla fine del trattamento, è fondamentale verificare l’eradicazione tramite:
- Test antigenico fecale
- C13-Urea Breath Test
3. Farmaci inibitori della pompa protonica (PPI)
Nei casi di dispepsia funzionale con prevalenza di dolore o bruciore, si utilizzano i PPI, che riducono la secrezione acida gastrica.
4. Farmaci procinetici
Se prevale il disagio digestivo (ripienezza e lentezza digestiva), si ricorre a farmaci procinetici, che favoriscono lo svuotamento gastrico.
5. Neuromodulatori
In pazienti con dolore persistente associato a disturbi dell’umore (come ansia o depressione), possono essere indicati farmaci neuromodulatori, che agiscono sull’asse intestino-cervello.
La dispepsia è una condizione comune ma spesso complessa, che richiede un approccio personalizzato basato sui sintomi e sulle caratteristiche del paziente. Una corretta diagnosi e un trattamento mirato permettono nella maggior parte dei casi di ottenere un significativo miglioramento dei sintomi e della qualità di vita.

