Il tumore alla vescica: cos’è e come curarlo

Il tumore alla vescica: cos’è e come curarlo

Autore: Dott. Marco Raber
Pubblicato: | Aggiornato: 17/08/2018
Editor: Top Doctors®

Il vescica è l’organo incaricato di raccogliere l’urina prodotta dai reni. Purtroppo, il tumore alla vescica è uno dei cancri più diffusi. Il Dott. Marco Raber, Urologo, ci spiega di cosa si tratta e in cosa consiste il trattamento

 

 

1) Cos’è il tumore alla vescica?

Il tumore della vescica è una neoplasia piuttosto diffusa nei paesi industrializzati. In Europa si ammalano annualmente 19 uomini e 4 donne ogni 100.000 abitanti. Ogni anno muoiono 3 uomini ed 1 donna ogni 100.000 abitanti.

Il sintomo più frequente è l’emissione di sangue con le urine, il più delle volte senza altri sintomi. Meno spesso sono presenti sintomi simili ad una cistite intrattabile.

 

2) Quali sono le cause del tumore alla vescica?

Il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio. L’esposizione occupazionale a coloranti anilinici, l’esposizione nelle industrie siderurgiche e petrolchimiche rappresentano un altro importante fattore di rischio.

 

3) Come si diagnostica un tumore alla vescica?

Un soggetto che presenta un sintomo di neoplasia vescicale deve eseguire immediatamente un’ecografia dell’apparato urinario ed un esame citologico sul sedimento delle urine del mattino di tre mattine consecutive. Con questi semplici esami è possibile diagnosticare la maggiore parte delle neoplasie vescicali.

La diagnosi definitiva avviene con la resezione endoscopica bioptica e stadiante. Con questo intervento endoscopico si determina, quindi, la natura del tumore ed il grado di infiltrazione della parete (neoplasia superficiale o infiltrante).

La UROTAC, la TC del torace e la scintigrafia ossea permettono di diagnosticare eventuali metastasi e controllare che la neoplasia non sia insorta in altri punti dell’apparato urinario.

 

4) Quando si opta per l’intervento chirurgico e in cosa consiste? 

Se il tumore vescicale è di tipo superficiale, è in genere possibile che si debba eseguire una seconda resezione per aumentare l’accuratezza diagnostica e per confermare la diagnosi. Successivamente ci può essere la necessità di eseguire dei lavaggi vescicali con una sostanza chemioterapica topica o con una soluzione di Bacilli tubercolari attenuati, al fine di stimolare l’attività immunitaria della parete vescicale contro le cellule tumorali.

In seguito, sono previsti dei controlli citologici e cistoscopici periodici.

Se il tumore vescicale è infiltrante, la cistectomia è l’unica soluzione possibile.

L’asportazione della vescica dev’essere completa in caso di ampia linfoadenectomia. Il tipo di ricostruzione urinaria dipende dalle condizioni generali e dalle co-morbidità del paziente, nonché dall’estensione locale della malattia. La derivazione più semplice è quella che prevede il collegamento degli ureteri alla cute addominale. L’urina verrà raccolta, quindi, da due sacchetti che aderiscono all’addome. La derivazione più complessa è la ricostruzione della vescica con un segmento di intestino (neovescica).

Dott. Marco Raber
Urologia

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