La prevenzione cardiovascolare nello sportivo

Autore: Dott. Delio Tedeschi
Pubblicato: | Aggiornato: 12/11/2018
Editor: Marta Buonomano

L’attività fisica è una delle principali armi che abbiamo a disposizione per la prevenzione di moltissime patologie, comprese quelle di tipo cardiovascolare. Spesso, però, sentiamo di atleti professionisti, amatori, o semplicemente praticanti, più o meno giovani ed apparentemente in perfetta salute, che perdono la vita o a cui vengono diagnosticate patologie cardiache molto pericolose: come è possibile? 
Il Dott. Delio Tedeschi, specialista in Cardiologia a Brescia, ci spiega come viene attuata oggi la prevenzione cardiovascolare negli sportivi

Cuore e Sport: le patologie più pericolose

Le patologie cardiache più pericolose quando parliamo di atleti sono quelle di origine congenita tra gli sportivi più giovani, e quelle degenerative in età avanzata. Nei pazienti in età giovanile ricordiamo sicuramente le “canalopatie” come la Sindrome di Brugada, la Sindrome del QT lungo e QT corto, e alcune cardiopatie su base genetica come la cardiomiopatia ipertrofica e la displasia aritmogena del ventricolo dx.
In età più avanzata sicuramente la patologia più pericolosa e più frequentemente causa di pericolo durante sport è la cardiopatia ischemica cioè quella causata dall’aterosclerosi coronarica.

Perché a volte il cuore degli sportivi, che dovrebbe essere ben allenato, non regge? 

Il concetto di “cuore ben allenato” è assolutamente non equivalente a quello di “cuore sano”. Basti pensare che alcune tra le aritmie più pericolose e causa di morte improvvisa sono indotte o favorite dall’esercizio fisico e che in alcune forme di patologia cardiaca la prima terapia di prevenzione è la sospensione dell’attività sportiva e degli allenamenti. La comune credenza che chi pratica sport regolarmente o in modo intenso, non si ammala o non va incontro a malattie cardiache è quanto di più sbagliato e superficiale in termini di prevenzione cardiovascolare. L’attività sportiva ha effetti assolutamente benefici di prevenzione cardiovascolare (scientificamente riconosciuti e dimostrati) soltanto quando è eseguita in individui sani con carichi di intensità, allenamento e recupero idonei all’età ed alla condizione cardiovascolare generale del soggetto e soltanto se siamo ragionevolmente sicuri che non ci siano condizioni di rischio sottostanti non valutate correttamente.

Quali consigli generali dare allo sportivo per prevenire gravi conseguenze?

In tema di prevenzione è opportuno che tutti i praticanti di attività sportiva (non agonistica o agonistica) o i loro parenti (genitori, conviventi, coniugi) siano oggi correttamente informati e consapevoli dell’importanza della visita di idoneità e della necessità di affidarsi a medici seri e preparati (curanti, pediatri, specialisti) o a centri di medicina dello sport accreditati, per l’esecuzione annuale di tale visita.
La corretta e regolare esecuzione annuale della visita di idoneità permette di individuare la maggior parte delle condizioni di rischio e di inviare ad esami di secondo livello tutti i casi dubbi. L’importanza di tale visita è ancora maggiore in tutti quei casi in cui l’attività sportiva è svolta con elevata intensità di allenamento e di impegno cardiovascolare, indipendentemente dalla categoria (agonistica o non agonistica) o dall’apparente stato di salute del soggetto.
Infine, in tutti i casi in cui il soggetto intenda svolgere attività sportiva (anche non agonistica) ma ad elevato impegno cardiovascolare (es. podismo, triathlon, ciclismo, sci alpinismo) o ad elevata intensità è fortemente consigliabile (soprattutto per i neofiti) affidarsi a figure professionali qualificate in ambito sportivo (es. preparatori, allenatori, istruttori federali ecc.) per apprendere la corretta programmazione degli allenamenti, dei carichi di lavoro, dei periodi di scarico e non ultimo dell’alimentazione. 
Quindi, in conclusione, l’attività fisica e sportiva in generale rappresentano uno dei più efficaci metodi per la prevenzione di moltissime patologie (cardiovascolari, diabete mellito, tumori, patologie osteo-articolari, salute e benessere psico-fisico), ma al fine di ottenere tali benefici e non condizioni di squilibrio o di vera e propria patologia, è opportuno sempre non improvvisarsi “esperti”,  né in tema di preparazione sportiva o alimentazione né tantomeno in tema di prevenzione e idoneità a svolgere tale attività.

 

Dott. Delio Tedeschi
Cardiologia

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